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Franco Celio - Una nota anche per la civica
Redazione
14 anni fa

Interrogazione parlamentareIl Dipartimento formazione e apprendimento della Supsi (ex Alta scuola pedagogica) ha pubblicato di recente, sotto il titolo “Cittadini nella scuola per esserlo nella società”, i risultati di un’inchiesta condotta dai professori P. Origoni, J. Marcionetti e M. Donati, per verificare le modalità e i risultati dell’insegnamento dell’”Educazione civica e alla cittadinanza” dopo l’introduzione nella Legge sulla scuola del nuovo articolo 23.a, decisa dal Gran consiglio il 5 novembre 2001 a seguito di un’iniziativa popolare al titolo “Riscopriamo la civica nelle nostre scuole”. Dall’articolata analisi dei citati ricercatori, emerge un quadro in tinte perlomeno chiaroscure. Se da un lato risulta che nei vari livelli scolastici, in questi dieci anni sono state effettivamente prese parecchie iniziative miranti a suscitare nei giovani l’interesse per la vita politica e sociale, e a far conoscere il funzionamento delle istituzioni, dall’altro non mancano elementi preoccupanti. Sembra infatti diffusa una certa tendenza a far passare sotto il “cappello” dell’educazione civica di tutto un po’. A titolo di esempio citiamo “l’uso corretto delle nuove tecnologie informatiche” o il capitolo detto “relazioni ed emozioni”: temi sui quali può certamente essere opportuno attirare l’attenzione dei giovani, ma che poco o nulla hanno a che vedere con l’educazione civica propriamente detta. Di non poco conto – e non meno preoccupanti – sono poi le carenze conoscitive che emergono dall’inchiesta (e questo nonostante il fatto rallegrante che una percentuale elevata dei giovani intervistati esprima il desiderio di meglio conoscere il funzionamento della vita politica e sociale). Ritenendo che le indicazioni chiaramente contenute nel rapporto della Commissione scolastica che ha portato all’adozione del nuovo art. 23 a della Legge sulla scuola (e al ritiro dell’iniziativa popolare citata) non possano e non debbano essere aggirate in questo modo, i sottoscritti deputati chiedono al CdS: - È a conoscenza della pubblicazione citata in ingresso? - Che giudizio dà sulla situazione che vi è descritta? - Che cosa intende fare per ovviare alle carenze e alle interpretazioni perlomeno opinabili che emergono? - Condivide l’idea di taluni, secondo cui l’indicazione sul libretto scolastico di un voto specifico (“nota”) per la materia citata potrebbe migliorare la situazione? Franco Celio Cavadini, Crivelli Barella, Del Don, Garzoli, Guerra, Orsi, Ortelli, Pagani, Pagnamenta, Polli, Steiger, Viscardi

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