
Che dire della "questione dei rimborsi" che tiene banco ormai da mesi? Che consiglieri di Stato e cancelliere possano aver preso decisioni criticabili con una certa leggerezza (senza cioè verificare le basi legali), è possibile. Che l’abbiano fatto per arricchirsi indebitamente, no.
Non è infatti credibile che qualcuno cerchi di arrotondare – peraltro di poco! – uno stipendio già più che buono, mediante i sotterfugi ipotizzati dal "denunciante" e da chi gli tien su la coda.
La soglia della decenza è stata dunque largamente superata dal momento che, per motivi di bassa "politique politicienne", si è tentato di innescare un conflitto fra i poteri dello Stato, a tutto vantaggio del qualunquismo più becero. Inutile dire che queste polemichette fanno fare al Cantone una figuraccia miserabile. E che quand’anche lo Stato dovesse recuperare qualche migliaio di franchi, il danno d’immagine sarebbe infinitamente superiore.
Franco Celio, granconsigliere PLR
(Da Opinione Liberale)
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