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Franco Celio - Che fine ha fatto la mozione del 2010?
Redazione
12 anni fa

INTERROGAZIONE

Che fine ha fatto la mozione – del 2010 - “Favorire la residenza primaria nelle regioni periferiche”?

Il 24 marzo 2010 i sottoscritti deputati inoltravano la mozione succitata, firmata anche da diversi colleghi (v. sotto). La stessa, a ben cinque anni di distanza, risulta tuttavia ancora inevasa. Con la presente interrogazione riteniamo perciò lecito e anche doveroso chiedere:

- che fine ha fatto detto atto parlamentare?- Il Consiglio di Stato non ritiene di dovervi rispondere? Se del caso, entro quando?Grazie per l’attenzione,

Franco Celio e Giorgio Pellanda

MOZIONE Favorire la residenza primaria nelle regioni periferiche

Nel nostro Cantone il fenomeno dell'urbanesimo si manifesta in misura sempre maggiore. Basti ricordare che secondo i dati statistici rilevati già qualche anno fa (e oggi forse ulteriormente accentuatisi) oltre l'80% della popolazione e il 90% dei posti di lavoro sono ubicati su meno del 10% del territorio. Ciò ha diverse conseguenze, tra cui l'aumento dei costi dei terreni e degli affitti nelle aree urbane, nonché dei traffici e del relativo inquinamento, con tutti i costi che ciò comporta anche per la collettività.Non è ovviamente pensabile che l'ente pubblico possa invertire questa tendenza in atto da decenni, per una serie di motivi economici e anche a causa della mentalità sempre più "urbana". Sarebbe tuttavia auspicabile che almeno quelle persone e famiglie che volessero "andare contro corrente", realizzando la loro casa d'abitazione in regioni periferiche, non vengano frustrate da un'applicazione rigida, e tetragona ad ogni flessibilità, di norme edilizie magari valide in zone densamente popolate, ma che in molti paesi di montagna fanno a pugni con il buonsenso.Considerato che:- la Legge federale sulla politica regionale all'art. 1 recita «La presente legge intende potenziare la concorrenzialità di singole regioni e incrementare la produzione di valore aggiunto, contribuendo in questo modo a creare e mantenere posti di lavoro a livello regionale, a conservare un insediamento decentrato e a eliminare le disparità regionali», e che all'art. 10 la stessa legge aggiunge che «il Consiglio federale stabilisce, insieme con i Cantoni, la zona che presenta in parte preponderante problemi di potenzialità di sviluppo specifici»;- la nuova Legge sulla politica regionale del Canton Vallese (v. allegato) prevede pure contributi per la costruzione di nuove abitazioni primarie nelle zone discoste, nonché il sostegno ai Comuni per l'acquisto di terreni da destinare a zone industriali e artigianali in grado di generare attività produttive (e che recentemente il Consiglio di Stato vallesano ha definito i 52 Comuni che hanno diritto al contributo, nell'ottica di un coordinamento delle loro iniziative e progettualità),a mente dei sottoscritti occorrerebbe che anche nel nostro Cantone venga favorita la decentralizzazione delle residenze primarie e dei posti di lavoro, con particolare attenzione alle zone discoste. In considerazione del fatto che, coloro che "presidiano" la montagna per scelta di vita devono poter essere partecipi anche a livello politico del loro destino, i sottoscritti deputati propongono perciò al Consiglio di Stato di introdurre anche nel nostro Cantone strumenti simili a quelli adottati dal Canton Vallese.

Franco Celio e Giorgio PellandaBadasci - Dadò - Garzoli - Ghisolfi - Gianora - Gobbi N. - Guidicelli - Marcozzi - Orelli Vassere

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