
Come riferito negli ultimi giorni nei media, all’interno del Partito Socialista Svizzero è in corso un intenso dibattito sulla posizione da prendere a proposito del controprogetto recentemente accettato dal Parlamento e che verrà messo in votazione assieme all’iniziativa UDC “espulsione dei criminali stranieri”. Questo controprogetto presenta una versione ammorbidita dell’iniziativa UDC ed in Parlamento è stato votato anche dalla maggioranza dei deputati socialisti. 12 consiglieri nazionali socialisti (tra cui Marina Carobbio) si sono invece opposti. La parola d’ordine per la votazione federale verrà decisa al Congresso del PSS a fine ottobre. Nel frattempo però la Direzione nazionale si è espressa in modo negativo, non solo sull’iniziativa UDC, ma anche sul controprogetto. Di fronte a questa presa di posizione della Direzione nazionale, una trentina di parlamentari guidati dalla consigliera agli Stati Simonetta Sommaruga, hanno lanciato un appello affinché il PSS appoggi il controprogetto. Prospettive Socialiste, raggruppamento nato per rilanciare il dibattito politico e l’identità di sinistra nell’ambito del PS ticinese, sostiene fermamente la posizione della Direzione nazionale del PSS e disapprova quindi l’appello lanciato dal gruppo di parlamentari, che nel gergo politico possono essere definiti di tendenza “social-liberale”. Difatti, da un punto di vista di principio, sia l’iniziativa UDC che il controprogetto sono discriminatori, perché si fondano sull’idea della doppia condanna: dapprima il criminale viene condannato dal tribunale ed in seguito, se straniero, viene punito una seconda volta con l’espulsione. Una simile discriminazione è assolutamente inaccettabile. Essa lo è ancora maggiormente, se si considera il momento storico e chi ha lanciato questa iniziativa, che rientra a pieno diritto nell’ideologia xenofoba della Destra nazionalista. Si tratta degli stessi circoli, che assieme al PLR, hanno fatto naufragare la proposta di una commissione parlamentare d’inchiesta che chiarisse i retroscena dell’affare UBS, compreso il “colpo di stato” da 70 miliardi del Consiglio Federale. Sono gli stessi circoli che hanno impedito che venissero posti dei limiti agli scandalosi ed immorali bonus dei managers e sono gli stessi circoli che hanno coperto tutti quei “ladri dal colletto bianco”, che hanno intascato centinaia di milioni di franchi, obbligando poi ogni abitante della Svizzera (dai neonati ai centenari) a pagare 10'000 fr. a testa per salvare l’UBS. Ma, come ben dice la saggezza popolare, si condanna più facilmente chi ha rubato un paio di galline che non chi ha commesso furti colossali. Prospettive Socialiste, a questo gioco, non ci sta. Ci batteremo quindi per sostenere la posizione della Direzione nazionale e al Congresso, affinché quest’ultimo decida un doppio no: sia all’iniziativa che al controprogetto. Franco Cavalli, per Prospettive Socialiste
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