
Ottima qualità, raccolto generoso ma entro i limiti imposti dal disciplinare, vini dalla grandi potenzialità. È il ritratto della vendemmia 2009, che si è chiusa con grande soddisfazione per viticoltori e vinificatori. Ad affermarlo è l’Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese (IVVT) facendo seguito al comunicato stampa del Dipartimento finanze ed economia (DFE) che traccia un bilancio dell’annata vitivinicola 2009. Una vendemmia che rende felici tutti gli attori della filiera vitivinicola cantonale. Infatti, l’andamento climatico molto positivo dell’anno viticolo appena trascorso e l’eccellente lavoro degli oltre 3'500 viticoltori attivi nel nostro Cantone, hanno permesso di ottenere un raccolto di assoluto valore qualitativo. Un raccolto che ha inoltre consentito di riequilibrare l’offerta di vino ticinese rispetto alla richiesta del mercato. Rammentiamo che le giacenze di vino nelle cantine avevano raggiunto un livello insufficiente in seguito alle esigue vendemmie 2007 e 2008. I viticoltori hanno raccolto uve di qualità molto elevata e in quantità più che soddisfacente; ciò permetterà loro di compensare almeno in parte i mancati introiti causati dagli scarsi quantitativi prodotti nelle ultime due annate. Il valore globale delle uve prodotte raggiunge infatti i 29 milioni e rappresenta uno dei maggiori risultati da sempre per il settore I vinificatori dal canto loro hanno potuto produrre dei vini di assoluto valore. I bianchi, molti dei quali già in commercio (in particolare quelli vinificati con uve Merlot), sono particolarmente fruttati e di grande equilibrio. I rossi, dal canto loro, hanno grandi potenzialità: colore intenso, profumi molto fruttati, strutture di grande complessità e di notevole eleganza. Vini che potremo trovare sulle nostre tavole dopo la metà del 2011 per le alte selezioni, mentre i vini volutamente più leggeri potranno essere gustati già dal prossimo autunno. Il positivo andamento dei mercati sta premiando i notevoli sforzi intrapresi da tutta la filiera produttiva cantonale: questa vendemmia assicura la necessaria continuità qualitativa e quantitativa, permettendo al commercio di soddisfare le richieste e di pianificare l’immediato futuro con una certa tranquillità. Il reddito generato permetterà inoltre di poter effettuare i necessari investimenti volti a fronteggiare una concorrenza sempre agguerrita non solo a livello di prezzo, ma anche qualitativa. Il “Mondial du Merlot” tenutosi a Lugano negli scorsi giorni, lo ha sancito chiaramente e il Ticino vitivinicolo è pronto a continuare la sfida per rimanere ai vertici. Francesco Tettamanti, direttore Ticinowine
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