
Dopo due sonore bocciature popolari, a Bellinzona si torna a parlare di svincolo, questa volta dimezzato. Come per il San Gottardo, dopo altrettante bocciature popolari, si tornerà a votare sulla questione del raddoppio. Un primo punto appare chiaro sin da subito: in materia di trasporti la volontà popolare conta ormai come il due di picche! Ed eccoci quindi a dover votare per la terza volta sul terzo svincolo di Bellinzona, manco fosse Los Angeles… Un secondo punto dovrebbe risultare altrettanto chiaro, ma incredibilmente non lo è ancora per molti cittadini: gli investimenti nella mobilità privata non riducono il traffico e tantomeno le code. La realtà, ben documentata dai dati forniti dalla Confederazione e dal Dipartimento del Territorio, è diametralmente opposta: il traffico motorizzato non cessa di aumentare e, ancora di più, le colonne. Nel 2011 a livello nazionale il traffico è aumentato del 2.8%, le ore trascorse in colonna addirittura del 20%! L’ennesimo segnale del fallimento dell’attuale politica dei trasporti basata su ingenti investimenti nel settore stradale. Aumenti del 2-3% annui potrebbero sembrare poca cosa, ma questi aumenti, applicati sul lungo periodo, significano raddoppiare il traffico ogni 30 anni circa (è pura e semplice matematica). Increduli? Orbene, nel 1985 i passaggi giornalieri sull’autostrada A2 all’altezza di Grancia erano 35 mila, oggi sono 70 mila. Raddoppiati in 27 anni. Tra 25-30 anni dovremmo gestire 140 mila passaggi? 280 mila al successivo raddoppio? e saremmo solo nel 2070! Lungo la A2 all’altezza di Bellinzona finora è andata un po’ meglio. Nel 1995 vi erano 34'877 passaggi giornalieri, nel 2010 erano saliti a 43'794 con un aumento del 25% in 15 anni. Un investimento di 70 milioni per il semisvincolo permetterebbe chiaramente di recuperare “traffico”, e i dati degli stessi progettisti lo confermano appieno. Non solo per il tratto autostradale (+ 42%), ma per tutti i principali assi stradali del Bellinzonese sono previsti aumenti dal 25 fino al 146% del traffico! Ad eccezione di Giubiasco, che ne trarrebbe un beneficio limitato per qualche anno. Ovviamente il semisvincolo non è che un tassello in un disegno ben più preoccupante. Da Bellinzona al Gottardo e da Locarno a Chiasso i progetti si moltiplicano. Tra i principali cito: le 6 corsie tra Lugano e Chiasso, la superstrada Stabio est-Gaggiolo, la galleria Pregassona-Gandria (chiesta da Lugano il giorno stesso dell’apertura della Vedeggio-Cassarate), la Bioggio-Ponte Tresa (con la lega che chiede la galleria), la strada di gronda tra gli svincoli di Lugano nord e Lugano sud, il nuovo svincolo di Sigirino, il collegamento A2-Locarnese e, dulcis in fundo, il raddoppio del Gottardo. Tutti questi progetti toglieranno mezzi finanziari alle alternative, tanto sbandierate dai sostenitori del semisvincolo, e finora, vedi Locarno e Lugano, rimaste in gran parte lettera morta. Non bastasse ciò, il Consiglio di Stato, nell’ambito dell’attuale pacchetto di risparmio propone importanti tagli, udite udite, alla mobilità lenta. Con questo programma di incentivo del traffico privato e disincentivo della mobilità alternativa il risultato sarà uno solo: mobilità al collasso e qualità di vita addio. Il WWF chiede da anni un cambiamento drastico della politica dei trasporti, con allocazione degli investimenti nella mobilità collettiva e soprattutto in progetti mirati a ridurre la mobilità pendolare (mobilità aziendale, car sharing, car pooling, ecc…). Inoltre per i centri urbani, come Lugano, Bellinzona e Locarno, il traffico privato andrebbe bloccato alle periferie (nel resto della Svizzera è la norma), con beneficio in qualità di vita di tutti gli abitanti dell’area urbana invece di persistere nel voler portare il traffico nei centri, spostando semplicemente il problema da un punto all’altro dell’agglomerato. Il WWF invita a votare NO il prossimo 23 settembre al credito di 2.5 milioni per la progettazione e di conseguenza ai 70 milioni necessari per la realizzazione di un progetto vecchio e contropro
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