Cerca e trova immobili
Ospiti
Francesco Maggi: Sì a un futuro energetico pulito e senza compromessi
Redazione
15 anni fa

Il prossimo 5 giugno le cittadine e i cittadini del Canton Ticino saranno chiamati alle urne per una decisione importante. Potranno dire di Sì all’Iniziativa per un’AET senza carbone, imprimendo da subito una svolta decisiva alla politica energetica di AET. Oppure votare un compromesso, inventato all’ultimo minuto da chi ha sempre creduto nel carbone e nel nucleare, con il risultato di rinviare alle calende greche la svolta verso un approvvigionamento energetico pulito. I motivi per votare Sì all’iniziativa dei Verdi sono sempre più convincenti. L’origine del carbone. I sostenitore dell’investimento all’inizio hanno cercato di farci credere nella valorizzazione di una risorsa locale e abbondante, mentre le ultime miniere della Ruhr stanno chiudendo per esaurimento del carbone. Grazie agli oppositori locali alla centrale di Lünen siamo venuti a sapere che il carbone verrebbe in realtà importato dalla Colombia, con tutti gli aspetti oscuri che ciò comporta. Sfruttamento dei lavoratori e uccisione di sindacalisti per mano delle milizie paramilitari assoldate dalle compagnie minerarie, distruzione delle foreste e degli spazi vitali di popolazioni ancestrali, come i Wayuu, lavoro minorile che interessa il 20% circa della produzione colombiana. I danni alla salute dei cittadini di Lünen. Anche qui i sostenitori del controprogetto vorrebbero farci credere in una centrale a carbone ‘pulita’, ma nella realtà il carbone pulito non esiste. Le sofisticate tecniche di filtraggio eliminano dai fumi solo le particelle più grandi e misurabili, mentre le micro particelle (1-2.5 micron) continuano ad essere rilasciate nell’aria e a non essere rilevate dagli strumenti di misura perché troppo sottili. Ma la ricerca medica ha evidenziato in questi ultimi anni quanto pericolose siano queste micro particelle per la salute umana (tumori, infarti). Investire nel carbone significa peggiorare la salute dei cittadini nella regione di Lünen, in particolare dei bambini. Nella regione sono progettate 5 nuove centrali (Lünen (2), Datteln, Hene e Hamm). In Germania diversi progetti sono stati cancellati a causa della rinuncia da parte di alcuni finanziatori (tra cui 4 svizzeri). La vendita da parte di AET avrebbe quindi sicuri effetti benefici nella riduzione del numero di nuove centrali a carbone. Inoltre il voto ticinese avrebbe ripercussioni su altri investitori svizzeri che finora non hanno rinunciato alle partecipazioni a centrali tedesche (Repower nei Grigioni, SN energie St.Gallen, Regio energie Solothurn e BKW a Berna). I costi. La maggior parte degli analisti è concorde, tra il 2015 e il 2020 il costo delle energie rinnovabili scenderà ulteriormente al punto da risultare più economico rispetto al carbone e al nucleare. L’eolico è già concorrenziale, mentre il costo del solare scende del 10-20% ogni anno. Ma l’investimento meno oneroso, occorre sempre ribadirlo, rimane quello effettuato per ridurre i consumi (5.3 centesimi/kWh secondo lo studio Weinemann). E’ tempo di cambiare dagli investimenti per produrre energia agli investimenti per aumentare l’efficienza energetica, a tutto favore delle bollette dei consumatori. Mentre un’eventuale perdita per AET, ancora da dimostrare, concerne unicamente i conti AET, così come è stato per la perdita di 10 milioni in Albania (che non ha aumentato la bolletta dei ticinesi). Per questi motivi invito tutte le cittadine e i cittadini ticinesi a votare Sì convinti all’iniziativa per un’AET senza carbone e no al controprogetto dei sostenitori del carbone. Non dimenticate inoltre di indicare la preferenza all’iniziativa in caso di doppio sì. Francesco Maggi, responsabile WWF Svizzera italiana

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata