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Francesco Maggi: No alla partecipazione di AET alla centrale di Lünen
Redazione
16 anni fa

Nella seduta del 22 marzo, i Gran consiglieri del Canton Ticino dovranno decidere se accettare o respingere la partecipazione di AET al progetto di centrale a carbone di Lünen. Una partecipazione ridotta dalla commissione energia da 50 a 24 milioni di Euro (circa 36 milioni di CHF), ma comunque irresponsabile per le implicazioni d’ordine climatico, ambientale, economico ed etico. Il WWF invita il Gran consiglio a respingere le tesi del rapporto di maggioranza, favorevole alla partecipazione. Approvare la partecipazione alla centrale di Lünen significherebbe assicurare per i prossimi decenni la produzione annuale di 880'000 t di CO2, vale a dire 2.6 t per ogni cittadino ticinese. A titolo di confronto, se si considerano solo le fonti interne alla Svizzera, ogni cittadino produce in media 5.7 t CO2/anno. Ma il dato più preoccupante è il carattere duraturo di queste emissioni, considerati la durata di vita di una centrale a carbone (oltre 40 anni) e all’assenza di tecnologie commerciabili per il sequestro della CO2 prodotta. La lotta ai cambiamenti climatici va intensificata – sostiene Francesco Maggi, responsabile del WWF Svizzera italiana - Il 2009 è stato il quinto anno più caldo degli ultimi 130 anni, cioè da quando esistono le misurazioni su scala planetaria. Dal 2000, 9 anni su 10 rientrano nei 10 più caldi dal 1880. Le responsabilità dell’uomo, in particolare per la combustione di petrolio, gas e carbone, sono sempre più una certezza, come ha evidenziato un recente studio inglese. Ma il pericolo dell’aumento della CO2 nell’atmosfera non si limita alle temperature. Una ricerca anglo-tedesca ha dimostrato che è in corso una preoccupante acidificazione degli oceani, la più veloce da 65 milioni di anni a questa parte, causata dallo scioglimento della CO2 sotto forma di acido carbonico. Gli organismi acquatici reagiscono in modo molto sensibile all’aumento dell’acidità dell’acqua, minacciando la vita negli oceani. Investire in modo duraturo nel carbone, la fonte che produce più CO2 per unità di energia tra tutte le fonti possibili, è una decisione irresponsabile. Le alternative esistono – aggiunge dal canto suo Fabio Guarneri, presidente del WWF Svizzera italiana - e molte città e regioni attorno a noi hanno già imboccato la via della sostenibilità. Citiamo la recente decisione del Trentino-Alto Adige di diventare energeticamente autonomo e produrre energia solo da fonti rinnovabili e la città di Monaco di Baviera che intende produrre il 100% rinnovabile per le utenze private entro il 2015 e per le industrie entro il 2025. Ma anche molte città e cantoni in Svizzera hanno da tempo deciso di rinunciare alle energie non rinnovabili. Il Canton Ginevra in media fornisce già alle utenze l’80% di corrente elettrica proveniente da fonti rinnovabili, in Ticino siamo attorno allo 0.1%! Questo perché AET vende l’energia prodotta dai suoi impianti idroelettrici ai consumatori tedeschi mentre per rifornire le utenze ticinesi acquista energia sul mercato europeo (nucleare, gas, carbone). Il WWF chiede ai Gran consiglio ticinesi di votare no alla partecipazione di AET al carbone tedesco per porre fine a questa situazione e indirizzare finalmente la politica energetica ticinese sulla via della sostenibilità. Francesco Maggi, responsabile WWF Svizzera italiana, Fabio Guarneri, presidente WWF Svizzera italiana

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