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Francesco Maggi - Fuga da Lünen, non è una fiction sull'apocalisse
Redazione
14 anni fa

Interrogazione parlamentareDa informazioni contenute in un articolo apparso il 19 dicembre 2012 sul sito Energate, sembrerebbe che la fuga dalla centrale a carbone di Lünen sia iniziata. L’azienda comunale di Flensburg ha dichiarato l’insolvenza di una sua partecipata, la FFE (che detiene il 2.1% delle partecipazioni alla centrale di Lünen), la quale non sarà quindi in grado di far fronte agli impegni sottoscritti con la società Trianel, in particolare l’acquisto della corrente elettrica prodotta dalla centrale al prezzo fisso prestabilito, che attualmente è chiaramente superiore al prezzo di mercato. Il presidente della società, Maik Render, si dice dispiaciuto soprattutto nei confronti delle altre società del consorzio che dovranno probabilmente sobbarcarsi maggiori oneri. Questo lascia intendere la mancanza di acquirenti per la partecipazione della FFE. Il portavoce della società Trianel sottolinea che accertamenti sono in corso, lasciando intendere che se così fosse, la via aperta dalla FFE potrebbe ‘contaminare’ altre società. La fuga dall’investimento nella centrale di Lünen sarebbe solo una questione di tempo. Nello stesso articolo si confermano i timori di importanti perdite durante i 20 anni di durata del contratto di fornitura dell’energia prodotta dalla centrale di Lünen. Le reazioni di altre società in possesso di partecipazioni della centrale confermano le previsioni. L’azienda della città di Ulm prevede un importante abbattimento del valore della partecipazione, mentre l’azienda di Bochum, con una partecipazione del 15% (analoga a quella di AET), prevede un abbattimento del valore su diversi anni. Sulla base di questi nuovi elementi, i deputati sottoscriventi chiedono al Consiglio di Stato: 1. Come valuta il governo queste nuove informazioni? 2. Il pericolo di una fuga degli investitori potrebbe comportate ulteriori oneri per AET? 3. E’ ipotizzabile una via di fuga anche per la nostra azienda? 4. Perché AET continua a rifiutarsi di abbattere il valore dell’investimento e procedere ad accantonamenti straordinari, mentre altre aziende stanno pianificando o hanno già effettuato simili correzioni (si veda nostra interrogazione precedente sugli accantonamenti straordinari di BKW)?

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