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Francesco Maggi - AET: se son rose fioriranno...
Redazione
14 anni fa

Durante il lungo dibattito parlamentare sui conti 2009 e 2010 dell’Azienda elettrica ticinese (AET) ho avuto modo di ribadire i motivi principali del nostro voto negativo. I conti infatti risentono, e purtroppo risentiranno ancora per parecchi anni, degli errori (finalmente riconosciuti da tutti) e delle scelte politiche passate (ma dure a morire). Con l’apertura del mercato elettrico, la nostra azienda avrebbe potuto profilarsi con profitto nel mercato delle energie rinnovabili forte di una produzione propria da centrali idroelettriche e con la prospettiva di raddoppiare la produzione grazie al riscatto degli impianti oggi gestiti da aziende elettriche d’Oltralpe. Bastava pazientare ancora qualche anno, fino allo scadere delle concessioni e nel frattempo sviluppare le nuove energie rinnovabili, in primis il solare fotovoltaico dove il Ticino avrebbe potuto giocare un ruolo trainante a livello nazionale. Niente di tutto questo, per spuntare prezzi ‘concorrenziali’ ad ogni costo si è voluto far giocare la nostra piccola azienda al pari delle grandi, con investimenti a tutto campo, soprattutto all’estero, e in progetti con forti implicazioni ambientali e sociali, come il carbone e l’olio da palma. Milioni di franchi, appartenenti ai cittadini ticinesi, sono stati sperperati in operazioni fallimentari. E il conto finale è lungi dall’essere conosciuto perché, come dicevo, le ripercussioni sui conti di AET si faranno sentire ancora per parecchi anni. Salutiamo ovviamente con favore tutti i provvedimenti presi di recente per rimediare alle lacune gestionali evidenziati dal rapporto KPMG, misure indispensabili per ridare credibilità alla nostra azienda. Rimane comunque l’amaro in bocca: i danni economici e di immagine causati ad AET erano evitabilissimi se solo si fossero fatti i compiti sin dall’inizio, quando andavano fatti, e soprattutto se le scelte politiche fossero state quelle auspicate dai Verdi. Ai danni va aggiunta la beffa: mentre AET ha dovuto aumentare il costo dell’energia fornita perdendo in competitività, altri vedono il costo dell’energia diminuire, proprio grazie alle energie rinnovabili. Questo succede in Germania, ad esempio, dove i record si susseguono. Recentemente la produzione degli impianti solari ha raggiunto punte mai viste, in grado di coprire il 50% dei consumi di corrente (in Ticino siamo nell’ordine dello 0.5%). Sul mezzogiorno la produzione è talmente elevata da far scendere il prezzo dell’energia, malgrado notoriamente i consumi segnano il picco giornaliero e di regola i prezzi salgono. Una situazione mai vista in precedenza. Ben venga quindi la nuova stagione delle rinnovabili proclamata da AET (se son rose fioriranno…), anche se sarà difficile recuperare il ritardo accumulato in 15 anni. Nei primi sei mesi del 2012, AET segnala la posa di due impianti solari, per una potenza di 400 kW e definisce l’evento ‘la primavera degli impianti solari’. Nello stesso periodo in Germania sono stati posati impianti solari per una potenza di 1.8 GW, vale a dire 1'800'000 kW. Il divario sta crescendo anche verso il resto della Svizzera, dove gli investimenti per le nuove energie rinnovabili sono sempre più consistenti. Nei prossimi anni il Ticino e la nostra Azienda elettrica dovrà quindi darsi molto da fare e investire parecchi milioni nel solare fotovoltaico se vorrà mantenere un minimo di credibilità nel rivendicare il titolo di ‘Sonnenstube’ della Svizzera. Un altro settore dove il Ticino brilla per immobilismo è quello del contenimento dei consumi. A parole tutti si dicono favorevoli e ritengono l’aumento dell’efficienza energetica indispensabile per garantire un approvvigionamento sicuro ed ecologico del cantone. I fatti però si fanno attendere, soprattutto gli investimenti nell’efficienza. Anzi, si procede sulla via opposta, concedendo per esempio ai distributori lo sconto di 0.5 cent./kWh. Un premio a chi spreca energia e un mancato incasso per AET di 10.3 milioni nei conti 2011. Circa gli sbandierati benefici economici attendiamo con ansia di conoscere i risultati. L’A

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