
L'acqua potabile è una risorsa vitale per gli organismi viventi, compreso l’uomo. Ovunque c’è vita, deve esserci quindi acqua. Per questo motivo presso ogni insediamento umano si è realizzato un acquedotto, il quale dopo essere costruito deve essere gestito. Solo così facendo il nostro bisogno idrico può essere soddisfatto e il prezzo economico risultante giustificato.
Nella nostra regione nel corso degli anni non tutto però è risultato così funzionale. L’azienda acqua potabile del mio paese forse è uno degli esempi lampanti.
I problemi negli anni sono stati numerosi: dalla ruggine fornita a caro prezzo agli utenti, alla mancata pulizia delle sorgenti, agli allacciamenti privati malfatti, per arrivare alla costante captazione dell’acqua di falda da un pozzo che il laboratorio cantonale ha intimato di disinserire già nel 2010 perché non rispettava più le normative in vigore. Tutto questo senza veramente ascoltare le perplessità del cittadino e quindi senza tentare di proporre delle soluzioni. L’unica risposta in fondo ripetuta come costante ritornello è il ricordare che nell’autunno 2017, con un ritardo quasi decennale secondo i piani, entrerà in vigore il nuovo acquedotto intercomunale. Investimento di oltre 20 milioni di franchi per mettere di fronte ad un nuovo problema il cittadino.
Nella regione dominata dalle montagne, e quindi dalle sorgenti, dal prossimo autunno si procederà a pescare per buona parte del bellinzonese l’acqua di falda da una zona che a dire poco la si può definire critica. Una zona ubicata in prossimità della sempre più trafficata autostrada, grossa fonte d’inquinamento, a valle di uno dei siti più inquinati del Cantone (la ex-Petrolchimica di Preonzo in cui si trova il famoso “pozzo dei veleni”) e nel sedime della vecchia piazza di tiro militare, altro sito contaminato nel catasto cantonale e oggi ancora parzialmente utilizzato dalla Polizia comunale senza tener conto di nessuna norma vigente.
Tre problemi che risultano come tre bombe ad orologeria.
Chi avrà nelle mani il potere della Nuova Bellinzona, e quindi del nostro territorio, mi auguro che sappia chinarsi su queste problematiche a beneficio non di interessi particolareggiati ma semplicemente per ciò che è da sempre prioritario: la salute. Persone indifferenti al nostro territorio e della nostra salute spero che abbiano finalmente e decisamente fatto il loro tempo. Ora ci vogliono coloro che presentano la capacità, l’intenzione e la serietà per affrontare questi argomenti e disinnescare al più presto le tre bombe pronte ad esplodere.
Francesco Arnaboldi, Candidato 35 al CC della Nuova Bellinzona per la Lega dei Ticinesi, lista 1
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