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Francesca Bordoni Brooks: Carbone, l’uso demagogico delle immagini
Redazione
15 anni fa

La campagna referendaria sulla centrale di Lünen è oramai entrata nel vivo con un carico demagogico in perfetto stile “Mattino della Domenica”. Peccato che a condurla sia un partito – almeno sul piano nazionale – serio che dovrebbe essere mosso da sincera preoccupazione ambientale. Non così invece i Verdi “nostrani” che capitanati da un (Avanti!) Savoia preferiscono utilizzare immagini prese da internet scollegate dall’argomento in questione: la vendita entro il 2015 (dicono gli iniziativisti) o entro il 2035 (sostengono i fautori del controprogetto) delle partecipazioni di AET nella centrale di Lünen. Per sottolineare l’aspetto inquinante della centrale di Lünen, i primi ricorrono ad una foto di cui non si conosce la provenienza che ritrae ben 6 ciminiere fumanti, simili agli impianti nucleari dell’est europeo durante la Guerra Fredda. In realtà la centrale di Lünen sarà dotata di filtri e catalizzatori di ultima generazione per l’abbattimento delle particelle inquinanti e di un trasporto di stoccaggio del carbone completamente coperto, così da evitare emissioni di polveri fini. Queste informazioni agli iniziativisti non interessano (anzi!), preferiscono sbandierare foto estemporanee senza mai citarne la fonte né la data di scatto. Emblematica poi quella che dovrebbe dimostrare lo sfruttamento della manodopera minorile: in un tunnel angusto si vedono due operai (minorenni?), illuminati da una lanterna, che estraggono il carbone a mano e lo caricano su un vagoncino. La qualità dell’immagine ci ricorda le miniere degli anni ’50, e anche in questo caso gli iniziativisti “dimenticano” di citarne fonte, data e luogo dello scatto. Di nuovo l’immagine è fortemente fuorviante e si discosta diametralmente dalla verità. La società che gestisce l’impianto di Lünen certifica infatti che il fornitore è uno dei più importanti commercianti di carbone e annovera tra i suoi principî aziendali la sostenibilità etica e sociale dei dipendenti e delle popolazioni nei luoghi in cui è estratto il carbone di cui si rifornisce. Questi principi fanno parte della convenzione “Global Compact” che la società ha sottoscritto. La convenzione “Global Compact” è un’iniziativa delle Nazioni Unite (ONU) per lo sviluppo sostenibile e impegna le società che lo sottoscrivono a sostenere e applicare i seguenti principi fondamentali: diritti umani; standard lavorativi; tutela dell’ambiente; lotta alla corruzione. D’altra parte basterebbe pensare che senza Lünen, e con il progressivo scadere dei contratti di approvvigionamento, AET dovrà aumentare la propria dipendenza dal mercato acquistando l’energia mancante di provenienza nucleare e fossile non certificata, che arriva forse proprio da quelle ciminiere e da quei tunnel oscuri che gli iniziativisti denunciano oggi. Per questo, io voterò sì al Controprogetto e no all’iniziativa dei Verdi-Leghisti, perché è l’unica proposta che mi dà le garanzie necessarie affinché l’energia distribuita da AET non sia sporca e non favorisca lo sfruttamento del lavoro minorile. Francesca Bordoni Brooks, deputato PPD

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