
I capelli grigi mi permettono di affermare senza problemi che oggi il mondo è più complesso di qualche tempo fa. Lo è un po’ per tutti, per chi vuole entrare nel mercato del lavoro, per chi vuole conciliare famiglia e attività professionale o per chi non ha una formazione di alto di livello. Lo è anche per chi fa impresa e, giorno dopo giorno, è chiamato ad affermarsi in un contesto più competitivo di quello di alcuni decenni fa. Da una parte l’apertura dei mercati e la globalizzazione hanno portato ampi benefici alla Svizzera e alla sua economia ma dall’altra richiedono una maggior flessibilità, più capacità imprenditoriale, più impegni extraaziendali, più capacità comunicative, e molto altro.
Non sorprende quindi che l’imprenditore – tanto più se di famiglia – sia oggi costretto a concentrare le sue forze sulla gestione dell’azienda e non abbia più sufficiente tempo ed energia da dedicare alla cosa pubblica. Negli ultimi decenni il numero di capi azienda attivi politicamente – a livello cantonale e soprattutto federale – è costantemente diminuito. Ciò non favorisce un dialogo a livello politico che definisca condizioni quadro adeguate e favorevoli per chi nel nostro paese gestisce un’azienda e crea posti di lavoro.
Il sistema di milizia è garante di molti vantaggi anche per l’economia. Coscienti del fatto che un numero maggiore di imprenditori nella cosa pubblica rafforza la comprensione tra società ed economia, diverse imprese hanno introdotto modelli di lavoro che permettono ai collaboratori la possibilità di conciliare un impegno pubblico a quello professionale. Sono molti gli studi che attestano che grazie a politici di milizia lo Stato è più snello e meno burocratico, che aumenta il trasferimento di conoscenze e informazioni tra Stato e imprese e che le decisioni prese si caratterizzano per più concretezza ed efficienza. Ma i vantaggi del sistema non finiscono qui: gli approfondimenti a livello accademico suggeriscono anche nelle democrazie con sistemi di milizia si contraddistinguono per un reddito pro capite più alto e una quota-parte fiscale più bassa; il grado di soddisfazione dei cittadini è superiore dal momento che ripongono una fiducia maggiore nei confronti delle decisioni dei propri parlamenti.Accanto al federalismo e alla sussidiarietà, il sistema di milizia è un elemento che ha fatto e fa tuttora il successo della nostra nazione. Di questo beneficiano anche le imprese – su tutte quelle di famiglia ancorate al territorio generazione dopo generazione – grazie a meno burocrazia e a condizioni quadro più favorevoli di molti concorrenti esteri. Queste conquiste vanno però confermate anche in futuro.
Nei prossimi 4 anni saranno sul tavolo della Berna federale molti temi cruciali per le imprese di famiglia in Svizzera. I cambiamenti sociali ed economici in corso pongono sempre più al centro delle discussioni politiche aspetti che si riverberano anche sulle imprese di famiglia: pensiamo alla riforma della previdenza vecchiaia – senza intervento in gravissima difficoltà tra pochi anni – quelli relativi ad una fiscalità moderata, alla conciliabilità lavoro e famiglia o alla rappresentanza femminile nei quadri aziendali. Ma non mancano anche gli “evergreen” come la sostituzione dell’energia nucleare con nuove fonti energetiche, gli accordi con l’Unione Europea o le relazioni con l’Italia, fonte di preoccupazioni per un cantone confinante con il nostro.
Il prossimo 20 ottobre, in occasione delle elezioni federali, la posta in palio è alta: come imprenditori con occhio particolare al territorio in cui le nostre aziende sono cresciute, e coscienti che solo una comprensione vicendevole delle esigenze di economia e società aprano prospettive per entrambi, auspichiamo che i nostri rappresentanti – a capo di un aziende familiari – già oggi in Consiglio nazionale possano trovare la conferma di un altro mandato. Confrontati con le sfide quotidiane poste da uno Stato e una società sempre più complessi, sono i migliori ambasciatori per inquadrare e affrontare le sfide che si pongono anche per il Ticino, la nostra realtà più sotto pressione di altre e proprio per questo più dipendente da decisioni prese… con i piedi ben saldi per terra.
Flavio AudemarsPresidente AIF Ticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

