Cerca e trova immobili
Ospiti
Fiorenzo Dadò: Gli sperperi dello Stato
Redazione
15 anni fa

Nell’ultima tornata parlamentare abbiamo discusso un credito di 1 milione e 313'127 franchi per un sorpasso di spesa nella ristrutturazione della scuola media di Riva San Vitale. Il Gruppo ha aderito con convinzione al rapporto che chiedeva di bocciarlo e di rigettarlo al mittente. Questo ha infastidito la ministra Laura Sadis, come pure una parte dei deputati del PLR, che con i loro interventi si sono distinti nel cercare di confondere le idee e soprattutto giustificare l’ingiustificabile. Ma tant’è!Noi non ci scomponiamo più di quel tanto, perché riteniamo che sia nostro dovere vigilare e mettere mano e naso laddove si ha la netta impressione che qualcosa non quadra più. E qui mi riferisco all’utilizzo perlomeno allegro dei soldi del contribuente, che in troppe occasioni viene usato con un fare che lascia perplessi, sia da parte di chi dovrebbe controllare sia da chi se ne approfitta, perché tanto lo Stato paga sempre.Non si tratta quindi di entrare nel merito di questa ristrutturazione che era ovviamente doverosa e necessaria. Il problema è di ben altra natura. Anche perché già il primo rapporto di Mario Ferrari, sei anni fa, metteva in guardia tutti da possibili situazioni a rischio, invitando al rigore.Situazioni a rischio che sembravano venir scongiurate, perché dei lavori furono incaricati gli stessi progettisti che costruirono la scuola, presumendo che conoscessero bene la situazione. Le preoccupazioni del Gran Consiglio furono quindi tacitate.Alla luce dei fatti abbiamo voluto sentire le motivazioni del Governo, che ci ha dato risposte per niente convincenti. L’Amministrazione ha inoltre provveduto tranquillamente a pagare i sorpassi, senza neppure degnare la Commissione della gestione di una nota, per poi avere il coraggio di giustificare pienamente l’operato dei progettisti, della direzione lavori e della Sezione Logistica, come se tutto fosse nel perfetto stato delle cose. Un modo di fare inaccettabile!Non occorre certo dilungarsi per comprendere che siamo di fronte all’ennesima superficialità e copertura di un modo di fare che non va per niente bene.  Il Consiglio di Stato ha anche affermato che probabilmente il progettista avrebbe dovuto prestare una maggiore attenzione ai problemi di falda: un’affermazione che non è nient’altro che un insulto all’intelligenza! Ma ci si rende conto che se non avesse piovuto nessuno si sarebbe accorto dell’instabilità del terreno? Cosa avremmo oggi? Una scuola che galleggia sulla falda? Ma per favore. Non occorre essere ingegneri per capire che a pochi metri dal lago il problema della falda esiste e andava studiato nei minimi dettagli ben prima di mettere mano al piccone. Quello che è capitato in Gran Consiglio è pertanto una prima assoluta e dovrà far scuola affinché ci si appresti a seguire una nuova via, dove il controllo e il rigore, anche e soprattutto nell’Amministrazione, non potrà più essere un optional, da usare a dipendenza da come ci si alza al mattino. Se il caso di Riva San Vitale è solo un rametto, non possiamo limitarci a questo ma è nostro preciso compito guardare al bosco intero. Un bosco, appunto, che è costellato da situazioni analoghe, quando si tratta di utilizzare i soldi degli altri, e non i propri. Potremmo citare numerosi altri rametti, appunto, di un bosco in cui lo sperpero regna incontrastato, e per il quale è tempo e ora che si dia incarico all’azienda forestale per un’adeguata, doverosa e radicale potatura. Fiorenzo Dadò, PPD

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata