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Filippo Martinoli - Lombardi e Merlini cultura e progetti li uniranno a Berna.
Filippo Martinoli - Lombardi e Merlini cultura e progetti li uniranno a Berna.
Filippo Martinoli - Lombardi e Merlini cultura e progetti li uniranno a Berna.
Redazione
7 anni fa

Nella bisaccia che i due porteranno a Berna c’è posto per i nostri desideri. Proviamo a elencarli. Vorremmo vederli fare il picnic assieme. Condividere una attiva, sana progettualità di centro con le spezie ognuno del proprio partito. Lombardi ci metterà la visione etica dell’Occidente cristiano che Merlini tempererà con il rispetto liberale delle culture individuali. Merlini porterà nel menu la prudente e saggia apertura verso un’economia senza troppi confini e balzelli che Lombardi insaporirà con le sue conoscenze sui mercati dell’energia e del bilancio adeguato di merci e know how. I due condividono un concreto pragmatismo svizzero senza concessioni a bandiere populiste. Sono alieni da quello che Tettamanti nella sua saggia analisi post- elettorale di giovedì scorso (CdT 31 ottobre 2019) definiva “plumbeo dirigismo statalista”. Condividono la spinta svizzera verso l’innovazione basata su una educazione dei giovani aperta alla rivoluzione tecnologica con l’occhio puntato al rispetto dell’ambiente e all’economia etica, che oggi si traduce con la frase “bella la nostra terra, facciamo che resti bella”.

Sanno entrambi che li uniscono più le idee e i progetti di quanto li dividano i retaggi oltranzisti del passato. Hanno studiato la storia: sanno che la Svizzera e il Ticino trascorsero periodi di sbilanci politici nefasti (Sonderbund, fatti di Stabio ecc.). Tettamanti citava i tempi in cui il consiglio federale aveva 7 consiglieri tutti liberali e solo la pressione esterna di due guerre, Ottobre rosso e muri crollati fece nascere la saggia concordanza della formula magica a espressione del “sano pragmatismo elvetico”. Nella bisaccia di ognuno metteremmo anche un mazzetto di prezzemolo verde: sapranno metterlo sul loro seggio al Consiglio degli stati a significare che ne apprezzano il profumo e si muoveranno per rivendicare che quando si tratterà di votare energia e ambiente saranno della partita proponendo non lo stato mamma ma la responsabilità individuale e la fiducia nell’innovazione. Il motto dovrà essere: se le piante sanno stoccare il CO2 perché non lo possono fare gli umani? E per noi ticinesi sarà importante che il centro riesca ad ottenere nel quadriennio che verrà, il collegamento A2 e l’inizio dei lavori per il San Gottardo. A loro auguriamo un grazioso pic nic assieme in un bel parco di Berna.

Filippo Martinoli, presidente del Circolo di Vezia PPD

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