
Per lavorare prendo il bus o la posta ogni giorno da Comano a Lugano. La voce registrata annuncia le fermate: Madonnetta, Ai Frati, Cappuccine. Con ancora in bocca il gusto del caffè appena bevuto ho immaginato il nuovo mondo che forse sognavano gli iniziativisti laicisti partiti lancia in resta contro l’articolo 24 della costituzione ticinese. Esso sancisce la personalità di diritto pubblico delle chiese cristiane maggiori. Nella loro hybris frustrata dal mancato consenso ci avrebbero magari proposto di ribattezzare le fermate tutte con nomi laici, magari di incroci di strade o di qualche architetto o giurista eccelso o forse il nome dell’ex-sindaco di Locarno. E certo! Anche il trasporto pubblico deve essere laico, deve essere spurgato da reminiscenze cristiane. E poi gli ospedali pubblici: proibitissimo chiamare il San Giovanni così! Guai alla Carità ospedale pubblico, che con il nome evoca la carità cristiana. E, horribile dictu, persino il palazzo delle Orsoline, povere suore cristiane, dove siede il nostro governo dovrebbe decristianizzare il nome all’istante. Talvolta l’immaginazione mi fa scherzi scomodi ma stavolta l’evocare di mattino presto le deluse mire della iniziativa laicista mi fa ridere di cuore. Non mi fa ridere invece che il PPD, partito per il quale mi presento candidato al Gran Consiglio nelle prossime elezioni, non prenda l’occasione per affermare con vigore il debito di civiltà che, credenti o no, abbiamo verso la nostra identità impregnata di cristianesimo. Senza di essa saremmo un po’ più scialbi e annacquati, scolorati nella candeggina della cultura globale. Forza popolari democratici! Rappresentiamo l’apertura verso chi fugge e chi è nel bisogno. Difendiamo le pari opportunità educative. Vogliamo che l’etica cristiana continui a colorare le nostre leggi. Facciamo il tifo per chi nella famiglia mette la speranza per crescere giovani sani, amanti dell’amicizia, della cultura, del lavoro, lontani dalla violenza. Ci teniamo a un Ticino dove periferia e valli continuino ad offrire occasioni di sviluppo e di bellezza naturalistica.
Filippo Martinoli, candidato PPD per il Gran Consiglio
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