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Filippo Martinoli - Il conte Ugolino e le casse malati
Filippo Martinoli - Il conte Ugolino e le casse malati
Filippo Martinoli - Il conte Ugolino e le casse malati
Redazione
10 anni fa

“Tu vuo’ ch’io rinnovelli disperato dolor che il cor mi preme” dice a Dante dal buco di ghiaccio al fondo dell’inferno il conte Ugolino. Tra poco lo diranno anche i ticinesi che ad ogni fine estate con dolore osservano rinnovarsi l’usato scenario: i premi della cassa malati che continuano a lievitare. Quest’anno nel Ticino 5.7% !

Pazienti, medici, casse malati e politici in un gioco diabolico si scaricano addosso reciprocamente le responsabilità. Ma i politici della salute hanno veramente il diritto di lavarsene le mani ? Limitarsi a comunicare l’enorme aumento delle spese ambulatoriali e ospedaliere con il codicillo dei medicamenti sempre più cari e complessi?

Gianfranco Domenighetti, professore all’USI, ci ha insegnato che il lievito dei premi delle casse malati è l’ eccesso di cure dovuto all’eccesso di diagnosi concimato da uno stallatico i cui componenti sono gli incentivi economici, la medicina difensiva, le tecnologie non valutabili, i conflitti di interesse e non da ultimo l’autopromozione dei fornitori di salute, quasi fossero degli eroi scesi dal cielo a salvare i poveri ticinesi malati. Di recente da un ospedale pubblico di non piccola taglia si alzava la voce di un chirurgo che pubblicamente vantava l’aumento di numero delle operazioni compiute nei ultimi dieci anni, passate da 2000 a 4500. Qui sorge spontanea la domanda : ma i ticinesi saranno più sani? Quanti in più ne avremo salvati? Domande alle quali gli incaricati della politica sanitaria cantonale dovrebbero pur dare una risposta.

Solo accertando il vero rendimento delle prestazioni mediche ospedaliere in termini di vite salvate o migliorate si può giustificare un aumento di spesa. Abbiamo il forte sospetto che negli ultimi 10 – 15 anni la speranza d vita dei ticinesi e il loro stato di salute siano rimasti sostanzialmente immutati. La politica sanitaria ticinese e chi la dirige dovrà pur tener conto degli indicatori sanitari di salute e riprendere le osservazioni che il vecchio DOS regolarmente ci forniva. Se, come sospettiamo, stiamo bene come 10 anni fa, i politici dovranno intervenire con misure per limitare le spese ospedaliere e ambulanti là dove si può fare, intervenendo ad esempio sul grosso capitolo della spesa ospedaliera pubblica che più delle altre mostra incrementi irrefrenabili . In cinque anni i costi di gestione dell’EOC sono cresciuti di 120 milioni!

Altrimenti al povero ticinese che paga i conti sempre più salati di cassa malati non resterà che riprendersi la terzina dantesca che così bene illumina il dolore rinnovato.

Filippo Martinoli, PPD

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