
In queste settimane si sono moltiplicati sulla stampa le prese di posizione a favore o contro il progetto di semisvincolo a Bellinzona. Non possiamo certo dire, come cittadini chiamati ad esprimere il nostro parere attraverso il voto, di non averne sentito parlare. L’esperienza insegna che tematiche come questa, a forte impatto regionale, non passano inosservate. Al contrario, esse suscitano molte reazioni emotive che mettono in evidenza aspetti soggettivi piuttosto che cercare di vedere la problematica nel suo complesso razionale. I progetti, riguardanti come nel nostro caso la viabilità e la mobilità, sono il risultato di un lungo e approfondito lavoro di studio e di concertazione portato avanti da organismi nei quali tutte le sensibilità partitiche e politiche sono rappresentate. Quando si giunge quindi alla presentazione di un progetto significa che è già stato compiuto un importante lavoro di mediazione per considerare molte componenti di carattere ambientale piuttosto che tecnico, economico, o pianificatorio. Questa costatazione, suffragata da esperienze passate, mi convince della bontà della proposta emersa. Grazie ad essa sono convinto che questa soluzione viaria possa contribuire a migliorare l’attuale situazione che, senza raggiungere il livello della nostra regione, incomincia ad essere allarmante. Si potrebbero fare molte considerazioni. Per non arrischiare di cadere nel tranello dell’emotività cui facevo accenno prima citerò solo quelle che mi sembrano più importanti. Il progetto studiato dalla Commissione Regionale dei Trasporti, e sostenuto da Cantone e Confederazione che vi partecipano finanziariamente dopo averlo analizzato, contribuirà a migliorare l’accesso alla città e a rendere più scorrevole l’uscita dalla stessa permettendo un miglioramento del servizio di trasporto pubblico. Non essendo una nuova strada, non comporterà un aumento del volume di traffico ma contribuirà a ridistribuirlo diminuendo la pressione esercitata sugli attuali accessi. Di conseguenza non saranno favoriti solamente gli abitanti di Bellinzona e Giubiasco ma tutti coloro che entrano a Bellinzona per lavoro o per attività pubbliche e private presenti in città. Nel caso di una bocciatura bisognerebbe far rilevare che gli importanti finanziamenti ora concessi andrebbero destinati ad altre opere fuori dal Ticino. Anche questo aspetto gioca la sua parte visto che il detto: “Fra i due litiganti, il terzo gode” è purtroppo sempre valido. Filippo Gabaglio, Presidente distrettuale PPD Mendrisiotto
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