
Il Sindacato del personale dei servizi pubblici VPOD Ticino sostiene il referendum che intende opporsi alla privatizzazione parziale dell'Ente ospedaliero cantonale. Quello che viene presentato come una fruttuosa collaborazione tra pubblico e privato, costituisce l’inizio di una vera e propria privatizzazione dell’EOC, in particolare nel Luganese e nel Locarnese.
Se la popolazione dovesse accettare la modifica di legge in votazione il prossimo 5 giugno, le strutture miste pubblico-privato verrebbero progressivamente sottratte al controllo pubblico e sarebbero obbligate a privilegiare gli interessi finanziari degli azionisti privati a scopo di lucro, anche se ciò fosse in contrasto con gli interessi dei pazienti e della politica ospedaliera pubblica. Temiamo che ciò sarebbe l'inizio della fine dell'Ente ospedaliero cantonale, e in generale di una sanità pubblica nel nostro Cantone, che comprende anche l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Temiamo pure che i costi della gestione privatistica della sanità (in particolare se orientata al profitto) sarebbero pagati alla fine da tutti gli assicurati alla cassa malati.
Votiamo quindi NO alla modifica della legge sull’EOC il prossimo 5 giugno.
Inoltre per lanciare un segnale a favore degli ospedali di valle votiamo SI all’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali”.
Fausto Calabretta e Raoul Ghisletta, VPOD Ticino
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