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Fausto Calabretta - Dobbiamo tutelare il personale sanitario
Redazione
12 anni fa

La disdetta del contratto collettivo del di lavoro del Servizio di assistenza e cura a domicilio di Lugano (SCuDo) viene giustificata con il fatto che il personale del Servizio in questione starebbe comunque bene, non avrebbe nessun problema e lavorerebbe in assoluta tranquillità. Tutto falso. Innanzi tutto il personale di SCuDo non è stato consultato dal Comitato, prima che esso desse la disdetta del contratto collettivo di lavoro (senza alcuna possibilità di negoziato), il che dimostra già la poca considerazione che questi “padroncini” hanno verso il proprio personale. Come sindacalista responsabile del settore di assistenza e cura a domicilio seguo da anni le vicissitudini legati al Servizio e posso confermare di averne viste tante. Prima di me era la mia collega Rezia Boggia, che si occupava del settore e i problemi allora erano medesimi ad oggi: una forte pressione dall’alto, che sfocia periodicamente in ondate di ammonimenti, licenziamenti, e dimissioni. Al personale di SCuDo è stato proibito persino di formare una commissione del personale, pur essendo tale rappresentanza riconosciuta dal contratto collettivo di lavoro in vigore fino alla fine del 2014.

A questo punto credo che SCuDo debba fare un passo indietro per salvare il salvabile e concentrarsi sul bisogno primario del Servizio utenti/personale. La qualità delle cure erogate da parte del dipendente, come indicano vari studi scientifici, può essere ottimale solamente se il personale sta bene e si riconosce nella filosofia del datore di lavoro. Purtroppo allo SCuDo Lugano il personale non protesta apertamente per la perdita del contratto collettivo di lavoro, perché ha paura: molti continuano a lavorare senza dire nulla contro il Comitato, perché hanno bisogno della paga mensile. Vi sono poi quelli che cercano un altro posto di lavoro… Tutto questo non significa che il personale stia bene, significa solamente che questo malessere non vanno in giro a raccontarlo.

La conferma, per 21 voti a 20, della disdetta del contratto da parte dei delegati leghisti e liberali all’assemblea di SCuDo dello scorso 14 aprile apre un conflitto di vasta portata, che investe tutto il settore sociosanitario ticinese, oggi protetto da contratti collettivi di lavoro. Si tratta quindi di agire su larga scala per tutelare il personale sanitario di SCuDo e per prevenire un’ondata di disdette. Il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino preparerà azioni incisive sin dal 1. Maggio a tutela dei diritti del personale. Le nostra battaglia sindacale è solamente agli inizi e coinvolge tutto il personale sociosanitario.

Fausto Calabretta,

Sindacalista VPOD Ticino

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