
Iniziativa parlamentare I ricorsi di Matteo Cheda e altri contro la proclamazione dei risultati della votazione cantonale del 23 settembre 2012 sul “Semisvincolo N2 e posteggio di assestamento a Bellinzona” per violazione dell’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e dell’art. 34 della Costituzione federale (ingerenza inammissibile delle autorità nella libera formazione delle opinioni) pongono alcune domande fondamentali per il funzionamento della nostra democrazia. Traendo spunto dalle medesime mi permetto di sollevare alcuni punti che vanno ben oltre la questione del semisvincolo. Fino a che punto l'ente pubblico può finanziare una campagna pubblicitaria in modo occulto per influenzare l'esito di una votazione? Questo tipo di finanziamento, operato tramite il denaro del contribuente, non dovrebbe soggiacere all’obbligo della trasparenza e, di conseguenza, essere sottoposto ai Consigli comunali? È giusto che i cittadini al momento di un voto ignorino che la campagna è stata finanziata tramite il loro denaro? Questa situazione impone chiarezza sulle regole del gioco. Il Gran Consiglio deve affrontarla e non fare Ponzio Pilato. Se la pubblicità politica non servisse a nulla, nessuno vi ricorrerebbe. La pubblicità serve a mobilitare i sostenitori e a convincere gli indecisi. Lo scarto tra sì e no molto risicato nella votazione del semisvincolo N2 impone una riflessione, indipendentemente da quel che si pensa sull'utilità dell’opera, su quanto abbiano influito sul risultato i finanziamenti occulti alla campagna da parte dell’ente pubblico. Quale rappresentante degli elettori di un Cantone autonomo e responsabile, il Gran Consiglio deve dibattere sulle questioni fondamentali della nostra democrazia. Se il denaro dei cittadini può essere impiegato dagli enti pubblici per finanziare campagne politiche, è importante che ciò avvenga in maniera trasparente e non alle loro spalle. Per evitare il rischio che situazioni del genere vengano a ripetersi e che altre autorità comunali commettano errori analoghi, è opportuno che nella Legge organica comunale (LOC) sia esplicitato il principio della trasparenza dei finanziamenti pubblici a favore di campagne relative a referendum o iniziative popolari. Con questo atto parlamentare, facendo uso delle facoltà previste dall'art. 98 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti col Consiglio di Stato, chiedo al Governo di esaminare l'opportunità di presentare un disegno di legge volto alla modifica dell'attuale LOC, che preveda l’obbligo da parte dei Municipi di sottoporre ai rispettivi Consigli comunali i finanziamenti per campagne relative a referendum o iniziative popolari, indipendentemente dall’ammontare dei medesimi. Fausto Beretta-Piccoli per il gruppo dei Verdi
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