
Pochi giorni fa abbiamo appreso che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro la decisione con cui il Municipio di Castel San Pietro ha dichiarato irregolare e irricevibile la domanda di referendum contro lo stanziamento di un credito per la ristrutturazione dell’edificio comunale che ospita l’Osteria Enoteca Cuntitt.
Alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate dalla portavoce dei promotori del referendum, il nostro gruppo interpartitico, già espressosi a favore dell’intervento, ritiene opportuno fare alcune precisazioni, con spirito costruttivo, ma con la necessaria fermezza.
Anzitutto, respingiamo con decisione l’affermazione secondo cui il Comune avrebbe operato «tagli alla socialità». Tale narrazione non corrisponde alla realtà. Nel corso degli ultimi anni, infatti, non solo non è stato ridotto alcun sussidio in ambito sociale, ma sono stati mantenuti integralmente tutti gli strumenti di sostegno esistenti. Parallelamente, il Comune ha continuato a investire in politiche pubbliche orientate al bene di tutta la collettività. Da un lato, il servizio sociale, a cui è stato recentemente affiancato il team di comunità, svolge una preziosa e apprezzata attività di prevenzione in ambito di salute e socialità. D’altro canto, il Comune continua a offrire numerosi incentivi ambientali, ai quali sono state aggiunte nuove agevolazioni. Questo dimostra una chiara volontà politica di sostenere la cittadinanza e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio.
Forse i promotori del referendum si riferiscono alla reintroduzione della (modica) tassa di refezione per gli utenti della mensa della scuola dell’infanzia. Dimenticano però che non si tratta di un nuovo onere introdotto improvvisamente, bensì del ripristino di una tassa già esistente, che era stata sospesa per un periodo limitato di sei anni e per la quale le famiglie in difficoltà finanziarie possono chiedere al Municipio un esonero parziale o totale. Sin dall’inizio era stato chiarito che tale sospensione aveva carattere temporaneo: la sua reintroduzione rappresenta quindi un ritorno alla normalità e non una misura straordinaria o penalizzante. Lo stesso vale per l’aumento del moltiplicatore.
È pertanto scorretto e fuorviante costruire una narrazione secondo cui vi sarebbe stato uno spostamento di risorse a scapito della socialità. Le scelte effettuate si inseriscono invece in una gestione equilibrata e responsabile delle finanze comunali.
Rispettiamo naturalmente il diritto democratico di promuovere referendum e ricorsi: esso fa parte del nostro sistema istituzionale e va tutelato. Allo stesso tempo, riteniamo doveroso che il dibattito pubblico si fondi su dati corretti e su una rappresentazione fedele delle decisioni adottate dalle autorità comunali.
Per il gruppo interpartitico: Marta Aramini, Enzo Ortelli e Giorgia Ponti (il Centro e Giovani del Centro); Laura Cairoli - Bortolotto, Nicole Coppola, Michela Prada (lista civica PerCastello); Massimo Bossi, Luca Cereghetti (Partito Liberale Radicale) e Giacomo Galli (Partito Verde Liberale).

