
In tutti i vari campi ai vertici dell’agire umano – professionale, sportivo, politico, sociale, ecc – troviamo sempre meno persone disposte ad assumere una chiara presa di posizione, a percorrere una strada specifica, ossia a prendere una decisione.
Immagino che il timore di sbagliare, la paura del fallimento o del giudizio degli altri – piuttosto che incertezze da DNA o addirittura poca fiducia in se stessi – portino personaggi con ruoli manageriali a non voler affrontare i problemi o a procrastinarli nel tempo.
Il perché lo sappiamo tutti: decidere significa assumersi delle responsabilità! Spesso, sempre più spesso, si assiste a folti gruppi di persone chiamate a chinarsi su tematiche anche non importantissime, così da diluire e giustificare su più teste la responsabilità di una decisione comunque neppure qui garantita.
Un «vecchio saggio» del nostro Cantone disse una volta: «chi vuole decidere decida… chi non vuole decidere crei un gruppo di lavoro». Nei media, anche a livello internazionale, la classica frase «è stato deciso di non decidere» appare sempre più sovente e per le più disparate tematiche.
Resta evidente che il timore dell’errore spesso è grande: viviamo un’epoca in cui si è bersagliati per 1 sbaglio e non elogia-ti per 99 buone azioni. Tutti siamo infatti più attratti dalla notizia negativa piuttosto che da quella positiva che in sostanza… non fa più notizia!
Non dobbiamo però perdere la fiducia in noi stessi; con le competenze e conoscenze che ognuno possiede si deve poter liberamente decidere senza l’assillo di un eventuale errore che – se compiuto in buona fede – sarà sempre perdonato.
A volte la chiave per fare progressi è proprio il primo passo, la prima decisione; chiaro, nessuno dice che sia facile scegliere, ma è un passo che va compiuto poiché è proprio «l’azione» a fare la differenza tra chi riesce a raggiungere obiettivi prefissati e chi non fa nulla. Soprattutto in politica. Fare politica significa infatti decidere, significa scegliere, significa darsi delle priorità e far nascere nuove idee, significa in poche parole progettare il futuro. Il Ticino non può più permettersi un altro anno di immobilismo, di sparate populiste senza contenuti, deve ritrovare la capacità di decidere ridando solidità alla politica.
Chi decide può sbagliare, chi non decide ha già sbagliato !
Fabio Schnellmann
Deputato al GC
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