
Centro Sociale Giovanile Autogestito: il Cantone torni a fare la sua parte !
"L’autogestione è oggi una solida realtà, a livello internazionale ma anche nel nostro Paese. In Svizzera, sono attualmente attive approssimativamente 700 aziende autogestite che si distinguono per i seguenti criteri: proprietà collettiva dell’impresa, assenza di gerarchia, orientamento al valore d’uso anziché al valore di scambio, eliminazione della divisione sessuale dei ruoli, lavoro basato sull’autoresponsabilità. Da questa realtà sommersa affiorano, come punte di un iceberg, i centri sociali, nettamente più visibili per dimensione, impegno politico, attività pubbliche e soprattutto per il travaglio che ne ha contraddistinto la nascita. Anche il CSA il Molino di Lugano è parte di quest’arcipelago. "(Fonte: Sistema bibliotecario ticinese – Documentazione regionale ticinese: http://www.sbt.ti.ch/bcb/home/drt/dossier/centriautogestiti/completo.html )Definizione e ruolo del CSOA sono pure illustrati nel sito :http://it.wikipedia.org/wiki/CSOA_il_Molino Elementi storici interessanti li ritroviamo poi in Progetto Molino:http://www.ecn.org/molino/pcsa_online/4.htmRammentiamo alcuni elementi cronologici.
Il 12 ottobre 1996, alcuni giovani ticinesi fanno irruzione presso lo stabile ex Molini Bernasconi di Viganello, impossessandosi dei locali e dando avvio ad una sorta di situazione di centro giovanile autogestito.
Nel giugno dell'anno successivo (1997), un incendio doloso (i cui autori non sono ancora stati individuati) distrugge parte dello stabile rendendolo di conseguenza inagibile. In seguito, con l'accordo del Consiglio di Stato, il Centro Sociale Giovanile Autogestito (CSOA) viene trasferito presso l'ex grotto al Maglio situato al Piano della Stampa e di proprietà del Cantone.
Il 18 ottobre 2002 il Cantone, a seguito di reiterati reclami della cittadinanza di Canobbio ed a causa del mancato rispetto delle più elementari regole di convivenza e di rispetto da parte degli autogestiti, ordina lo sgombero forzato.A seguito di questa azione di forza, membri e simpatizzanti del CSOA avviano alcune contestazioni di massa e minacciano di disturbare manifestazioni di grande impatto nel centro cittadino di Lugano durante il periodo pre Natalizio.Il Municipio di Lugano quindi (in accordo con il Consiglio di Stato) decide nel dicembre 2002 di sistemare provvisoriamente gli autogestiti presso l'ex Macello di Lugano: viene sottoscritta una Convenzione congiunta, di natura transitoria, tra Consiglio di Stato, Municipio di Lugano e CSOA.Vengono adottate minime misure igieniche e di sicurezza coscienti che questa debba essere una soluzione momentanea, non definitiva. Infatti su questa proprietà comunale vi sono già progetti di realizzazione in ambito pedagogico e del tempo libero, con messaggio deliberato dal Consiglio comunale, forzatamente accantonati per il momento. Nella convenzione era stabilito che già nel 2003 un gruppo di lavoro misto ( con i rappresentanti delle tre parti) si dovessero incontrare per definire un elenco di proposte in merito ad una sede definitiva del Centro Sociale Autogestito.
Sono trascorsi a tutt’oggi ormai quasi 10 anni da questa soluzione adottata dal Cantone con la Città di Lugano in accordo con il CSOA, ma la situazione è a tutt’oggi invariata.Il problema di un centro sociale autogestito come quello del Molino ha una valenza cantonale: i frequentatori provengono infatti da ogni parte del Cantone e non è quindi corretto addossare responsabilità e oneri unicamente ad una sola realtà locale.
Se le parole hanno un senso, meglio rammentare quanto, nella premessa alla citata Convenzione del 18 dicembre 2002, si precisava:
Il Consiglio di Stato, in co
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