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Fabio Regazzi - Volpe nel pollaio? No, pollo che si crede un’aquila!
Redazione
15 anni fa

“… quanti perfetti e inutili buffoni” (da Povera Patria di Franco Battiato)

Le regole della comunicazione suggerirebbero di non replicare all’ultima interrogazione del sig. Savoia che per indole cerca disperatamente  una ribalta, un palcoscenico, fosse persino la panchina di un parco da cui far sfoggio del suo eloquio palesemente vuoto di senso. Per questo  mi pare anche evidente che il patetico attacco di Savoia nei miei confronti sia in parte riconducibile alla frustrazione per la sconfitta del 5 giugno 2011 nella votazione popolare “Per un’AET senza carbone”, che probabilmente non ha ancora digerito.

Quanto  ai presunti  conflitti  d’interesse che Savoia e i Verdi  sembrano intravvedere tra la mia probabile, ancorché non ancora  avvenuta (visto che gli  interroganti non si sono  accorti  che l’assemblea si terrà  solo il  prossimo  10 maggio), elezione alla presidenza dello Swiss Shippers’ Council (SSC) e la mia carica di Consigliere nazionale prendo posizione come segue:

1.   Non  hanno  letto e/o  non  hanno  capito  che lo SSC non è una lobby di autotrasportatori ma un gruppo d’interesse che riunisce tutti  i vettori  di trasporto (strada, ferrovia, aria, acqua). Sul sito dello SSC si possono leggere i  nomi dei 267 membri che formano  l’associazione, la maggior parte  aziende, tra  cui Coop,  Migros, Manor, Swiss Post International, ditte che producono  attrezzature  per ospedali, farmaci (Roche), vestiti (H&M), carta (Perlen Papier), macchine da cucire (Bernina), scarpe (Charles Vögele), stampanti (Hewlett Packard), mobili (Ikea), cioccolata (Lindt& Sprügli), orologi (Omega, Rado, Rolex, Swatch Group…), e ancora banche, fiduciarie, assicurazioni, le cremine antroposofiche  che piacciono tanto  ai Verdi  (Weleda)  e persino  il  CICR (ovvero  la Croce Rossa!) Non si tratta quindi di una lobby di autotrasportatori e tantomeno  di un’organizzazione criminale che difende il trasporto su gomma, bensì di un’associazione che raggruppa aziende che devono risolvere i loro problemi di logistica e di trasporto.  Basti  pensare  che l’Associazione  svizzera degli autotrasportatori ASTAG, gruppo d’interesse per eccellenza degli autotrasportatori, non è membro dello SSC per capire quello che persino i paracarri hanno già inteso e cioè che lo SSC non è una lobby di autotrasportatori.

2.   Problema cognitivo, difficoltà di comprensione o malafede? Il tribuno “Verde” scrive: “lo SSC difende gli interessi degli autotrasportatori rispetto alle imprese di trasporto private e pubbliche in Svizzera e all’estero”. La domanda 2 dell’interrogazione  rafforza la connotazione  negativa a questa traduzione, definendo lo SSC “lobby degli autotrasportatori che, come visto, per statuto  ritiene lo Stato ed i trasporti  pubblici suoi antagonisti”.  In realtà   la  traduzione   corretta    dell’art.   2   sia  nella  versione   tedesca   che   quella  francese   è:   “lo   SSC difende/salvaguarda gli  interessi  dei trasportatori  di merci  nei confronti  delle imprese  di trasporto private e pubbliche in Svizzera e all’estero”1. La forzatura di Savoia è palese e fa sorgere il dubbio di una scarsa padronanza di non una bensì due lingue nazionali. A meno che questa forzatura non nasca dalla malafede di chi vuole gettare discredito  verso  un avversario politico che in tempi recenti  ha inferto  al rais  dei Verdi nostrani  una sonora quanto inattesa sconfitta.

 

3.   Volpe  in un pollaio  o pollo  che  si crede un’aquila?  Da sempre nelle commissioni parlamentari  federali e anche cantonali siedono politici che rappresentano  diverse aree  d’interesse. L’attuale presidente  dimissionario dello SSC, Rolf Büttiker, era un consigliere agli Stati del Canton Soletta e sedeva nella Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale. Ciò non ha mai indignato gli Sv

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