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Fabio Regazzi - Verso il congedo parentale come misura casa-lavoro e di welfare
Fabio Regazzi - Verso il congedo parentale come misura casa-lavoro e di welfare
Fabio Regazzi - Verso il congedo parentale come misura casa-lavoro e di welfare
Redazione
7 anni fa

Anche in Svizzera i padri potranno beneficiare di un permesso paternità di dieci giorni a partire dal 2021, grazie al controprogetto elaborato dal Parlamento che ho personalmente sostenuto. Si tratta probabilmente solo di un primo passo verso un modello già adottato in altri Paesi, ovvero il congedo parentale.

Parità di genere, equilibrio tra vita professionale e vita privata, benessere sul luogo di lavoro, sostegno alla genitorialità: parole che sentiamo ultimamente spesso anche nel nostro Paese, in crisi demografica conclamata tra invecchiamento e saldo demografico negativo, e dove le differenze salariali (e non solo) tra donne e uomini permangono anche se in diminuzione. Parole seguite da autocritica, anche da parte delle organizzazioni economiche di cui faccio parte e che rappresento.

Ben venga allora – questione demografica a parte – qualsiasi passo, misura, decisione, pubblica o privata, politica o sociale, per diminuire le differenze tra le condizioni di chi vive nell’universo femminile e chi in quello maschile (visto poi che si tratta dello stesso numero di persone, ricordiamocelo sempre).

Alcune grandi e medie aziende private il problema lo hanno affrontato da tempo e sono tante le imprese anche in Ticino che introducono misure per favorire, appunto, l’equilibrio casa-lavoro e di conseguenza la natalità e la genitorialità. Anche l’Associazione industrie ticinesi (AITI) che presiedo si sta impegnando per sensibilizzare le aziende sul territorio verso queste nuove aspettative da parte dei collaboratori, nel rispetto delle specificità della aziende più piccole che vivono con maggiore difficoltà queste misure di conciliabilità tra vita professionale e lavorativa.

Il settore industriale, e il mondo economico in generale, è pronto ad affrontare questo importante tema di società in modo costruttivo, alle ricerca di soluzioni per quanto possibile condivise che tengano conto ovviamente anche delle esigenze delle aziende, nella consapevolezza che un ambiente di lavoro attrattivo rappresenta un valore aggiunto per l’azienda stessa e un fattore di motivazione per le collaboratrici e i collaboratori.

La partecipazione femminile al mercato del lavoro, dipende quindi anche dal nostro contributo, come imprenditori. La sfida che ci accompagna quotidianamente nella nostra attività è cercare di promuovere ciò che produce un valore comune. Ossia la continua ricerca di quel pezzo di bene, comune appunto, che è possibile raggiungere solo quando la partecipazione femminile e maschile nel lavoro sono ben armonizzate e diventano collaborazione fattiva. Un primo passo in tal senso è l’introduzione del congedo parentale per entrambi i genitori al quale, non ne dubito, ne seguiranno altri in un processo di formazione del consenso, che potrà sembrare lento ma che è tipicamente svizzero.

Fabio RegazziConsigliere nazionale PPD e Presidente AITI

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