
L’idea di sostenere con due miliardi di franchi le imprese esportatrici e il ramo del turismo è molto controversa. Le preoccupazioni del Governo federale, per quanto legittime, comportano il rischio di creare un’ineguaglianza di trattamento nei confronti di altri settori, non strettamente legati all’esportazione. È infatti poco chiaro, ad esempio, quali imprese industriali e a quali condizioni approfitteranno del sostegno del Governo. Fatta questa premessa, credo che le proposte al vaglio del Governo siano le benvenute se circoscritte e mirate. Sussiste infatti il rischio di sovvenzionare a pioggia settori e ditte in crisi per problemi strutturali non legati alla forza del franco.Per misure mirate intendo ad esempio una diminuzione, se non addirittura la sospensione dell’IVA per alberghi e ristoranti in modo da ridare ossigeno al settore turistico, una diminuzione della pressione fiscale per le imprese (e non solo le grosse) a condizione che non dislochino la loro produzione all’estero, o rivedere la decisione della Banca Nazionale di non riversare gli utili ai cantoni, proposta che se messa in pratica costringerebbe gli enti pubblici a politiche budgetarie ancora più restrittive, in un momento in cui invece dovrebbero investire nell’economia. Ciò detto ritengo che quanto prospettato dal Consiglio federale rimanga un pacchetto di misure congiunturali, in definitiva un semplice cerotto contro una crisi che se permane diventerà strutturale. In questo caso, non basteranno e bisognerà ripensare intervento più drastico.
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