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Fabio Käppeli - Educare alle nuove tecnologie
Fabio Käppeli - Educare alle nuove tecnologie
Fabio Käppeli - Educare alle nuove tecnologie
Redazione
8 anni fa

L’innovazione tecnologica non è un fenomeno trascurabile. Oltre a richiedere un aggiornamento delle competenze richieste nel mondo del lavoro al giorno d’oggi sta trasformando radicalmente l’istruzione e il modo di fare lezione. Un’educazione adeguata alle esigenze attuali e future richiede tra le altre cose dei programmi di studio adeguati al secolo in cui viviamo, affinché le competenze di base quali quelle linguistiche, la risoluzione di problemi complessi, il pensiero critico, la creatività, la collaborazione e l’alfabetizzazione digitale possano essere apprese nel migliore dei modi.

Personalmente ho ricevuto tardi il primo cellulare, forse sono addirittura stato “tra gli ultimi della classe”, ma oggi non posso più farne a meno. Fatte queste premesse, le nuove tecnologie – di cui i telefonini sono l’oggetto più comune, ma non per forza il più adatto – possono avere un ruolo interessante anche in classe. Sicuramente hanno molti benefici, ma nascondono anche qualche insidia. Le molte opportunità offerte fanno rima con criticità. Ma proprio per questo la scuola dovrebbe occuparsi anche di alfabetizzazione digitale unitamente e in relazione alle altre competenze necessarie al giorno d’oggi.

I giovani devono imparare a confrontarsi con le nuove tecnologie, così da ridurne al minimo i pericoli e sfruttarne invece i numerosi vantaggi che vi sono anche per lo studio. Ritengo quindi che la scuola dovrebbe educare i giovani alle nuove tecnologie piuttosto di “bannarle” sperando nell’efficacia del divieto. Ma di divieti efficaci, soprattutto a scuola, ne ho visti ben pochi...

Fabio KäppeliDeputato PLR in Gran consiglio

(da Opinione Liberale)

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