
Le proposte concrete del PS per rilanciare il mercato del lavoro
Il Partito socialista ha presentato in giugno quattro misure per rilanciare l’occupazione nel Cantone Ticino. Non si tratta di facile retorica, ma di proposte concrete. A differenza di altri partiti, dove la caccia alle streghe è la norma, dove si sbraita e si accusa ma poi di fatto non si producono risultati degni di nota, il Gruppo PS in Gran Consiglio si impegna per dar voce ai giovani apprendisti, alle PMI e ai maestri di tirocinio.
Ecco in breve un riassunto delle quattro misure. Nelle prossime settimane vi illustrerò più nei dettagli le singole proposte. La prima misura concerne la disoccupazione giovanile (5,4% a maggio 2013, dati SECO). Le aziende tagliano personale, ma non lo rimpiazzano o cercano giovani appena formati che abbiano esperienza come lavoratori maturi (con tutte le contraddizioni di una tale pretesa). Per affrontare la problematica i socialisti hanno presentato una misura prendendo esempio dal “Contrat de Génération” già sperimentato con buoni risultati in Francia. La misura propone che le aziende assumano un giovane che sarà accompagnato da un lavoratore prossimo al pensionamento (entro due anni). Con questo "Contrat" lo Stato prende a carico una parte significativa degli oneri sociali del lavoratore anziano. Così facendo si generano nuovi posti di lavoro per i più giovani, senza per questo penalizzare i lavoratori prossimi alla quiescenza. Altro punto forte della proposta è il passaggio di competenze, di esperienza lavorativa all’interno dell’azienda da una generazione all’altra.
Sempre riguardo alla disoccupazione e al trasferimento della conoscenze professionali tra le generazioni, sappiamo che esistono anche altre problematiche. Infatti, terminata la carriera, i titolari di PMI o di aziende artigianali spesso non riescono a cedere la propria attività ai propri figli e nipoti. Il risultato è la perdita di conoscenze, competenze e relazioni commerciali, oltre ai problemi relativi al tessuto imprenditoriale e alle possibilità occupazionali. Ci sarebbe la possibilità di cedere l’attività ai collaboratori già occupati nell’azienda, ma molti rinunciano per la giovane età, per le poche conoscenze dei processi gestionali, per la complessità amministrativa. Occorre tener presente che il ricambio generazionale in questo ambito è l’ossatura portante dell’economia svizzera. Quindi, per garantire continuità alle PMI e alle imprese artigianali, la nostra seconda misura propone la modifica della “Legge del sostegno sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc)”. L’obiettivo è concedere il finanziamento di un consulente specialistico designato dai servizi cantonali durante i primi due anni di attività del nuovo responsabile.
Una terza misura proposta dal gruppo PS e che verte intorno alla promozione del lavoro giovanile chiede la modifica dell’Art. 53 della “Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb)” che premia con un punteggio maggiore (grazie al quale si ottengono i mandati pubblici nei concorsi) le aziende virtuose disposte a garantire agli apprendisti che hanno conseguito il certificato federale di capacità (CFC) un’assunzione di almeno due anni dopo aver ottenuto il CFC.
Infine, l’ultima misura dei socialisti è indirizzata ai maestri di tirocinio, coloro cioè che istruiscono i giovani apprendisti, i lavoratori di domani. Il mercato del lavoro attuale richiede sempre maggiori competenze e aggiornamenti nei singoli settori. Proprio a garantire tali aggiornamenti dovrebbero provvedere i finanziamenti per la formazione continua. Le statistiche nazionali dicono però che questi finanziamenti vanno quasi esclusivamente a persone che lavorano in ambito accademico. Sono tralasciate, quindi, le figure professionali operanti nei settori industriali e artigianali, come i maestri di tirocinio. Proprio quest’ultimi però, viste le mansioni didattiche del loro impiego, dovrebbero aver la possibilità di avvalersi di aggiornamenti e formazioni costanti e certificate!
Partendo da questa constatazione il Gruppo PS, attraverso un programma elaborato, propone diverse misure per migliorare la qualità della formazione dei maestri di tirocinio.
In periodo di crisi possiamo lamentarci, possiamo cercare un facile colpevole per i problemi con cui ci dobbiamo confrontare, possiamo rimanere immobili e dire che tanto non cambia mai nulla. Oppure possiamo guardare dentro di noi, dentro il sistema nel quale viviamo, individuando una chiave di accesso ai problemi per affrontarli e, un passo alla volta, cominciare a risolverli.
L’obiettivo di queste quattro misure concrete è proprio quello di essere una mano salda che aiuta tutti a rimettersi in piedi, a dare dignità e valore al lavoro e ai nostri giovani.
Fabio Canevascini, deputato al Gran Consiglio
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