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Ettore Moccetti: Ambrì, non perdere il treno Lugano-GDT!
Redazione
16 anni fa

Unire le forze non per sommare, ma per moltiplicare le risorse dell'hockey ticinese. E' un vecchio progetto, delineato ormai molti anni fa dall'Ambri. Dal seme di quell'idea originale ecco nascere ora la pianta dell'accordo tra Lugano - Ceresio e Bellinzona. A loro va certamente un applauso. Ma fin da allora appariva chiaro che l'unica soluzione possibile per la crescita dell'hockey nel canton Ticino doveva essere questa, saltando gli steccati delle rivalità e dei particolarismi per costruire insieme un futuro. Era ed è l'unica strada da percorrere. E per sfruttare fino in fondo questa occasione, a mio modo di vedere, anche l'Ambri sarebbe dovuto e ancora dovrebbe entrare in questo discorso. Da anni se ne parla, ora è il momento dei fatti. Ricordo bene che nel 2008 un dirigente del Lugano aveva avanzato l'idea di ritirare la licenza del Coira, per assegnarla al Ceresio, squadra che poi sarebbe stata proiettata in serie B. Questa soluzione però non fu permessa dai regolamenti. Ricordo anche molto bene che l'Ambri era molto interessato a questo tipo di collaborazione, tanto che vi furono parecchi incontri, soprattutto con il Bellinzona, per cercare di trovare una via di crescita reale per i nostri giovani nel cortile della nostra casa.Poi l'Ambri, sull'onda del momento, fece un ulteriore contratto di collaborazione con l'HC Neuchatel, che a quel tempo aveva già relazioni di partenariato con Berna e Friburgo. Quell'esperienza terminò, come tutti ben sappiamo, con la scomparsa del club di DNB. Il Lugano, dopo un'intensa esperienza con il Ceresio, oggi ha condotto in porto quel progetto che nasce dalle ceneri della proposta dell'Ambri. Se ne parlò addirittura già nel 2004, ma non se ne fece nulla perché l'HCL all'epoca sosteneva di non avere sufficienti risorse finanziarie e di mezzi da impiegare in quel progetto. Oggi la linea è tracciata: peccato solo aver perso molto tempo e per qualcuno, forse, anche un po' di denaro. Ma che sia la soluzione giusta lo dimostra l'esperienza già fatta da altri. Una formazione a vari livelli che ha determinato la forza del movimento a Zurigo e in Svizzera romanda, dove il bacino d'utenza cioè la massa critica dei giocatori è certamente maggiore, ma soprattutto dove le distanze fra i club sono ridotte. Una delle chiavi è infatti il veloce passaggio di un giocatore da una squadra all'altra: per essere più chiari, l'allenatore di serie A ha bisogno di un giocatore anche solo per un allenamento, chiama e nel giro di un'ora può avere il giocatore che gli serve pronto sul ghiaccio. E' uno dei vantaggi, come è facile da capire, ma naturalmente non il solo, nel quadro di un discorso che porta indubbi vantaggi anche dal punto di vista finanziario e dell'abbattimento delle spese. Senza dimenticare il fatto di poter usufruire di una struttura a Bellinzona, al centro del Cantone e facilmente accessibile da tutte le regioni. Se si vuole crescere, se si vuole superare l'ormai cronica sofferenza dell'hockey cantonale, se si vuole dare allo stesso una prospettiva professionale e professionistica, se si vuole ambire a campionati importanti, non c'è altra soluzione: unire le forze e dar vita a un settore giovanile ricco di collaborazioni costruttive. Ora all'Ambri con Chiasso un monito: cercare la via per una collaborazione "in seconda battuta" a questo progetto, contribuirvi con tutte le forze a disposizione, con un obiettivo preciso: la formazione di una nuova generazione di sportivi ticinesi, al di là degli indubbi svantaggi che esistono rispetto a quelli del resto del Paese. Ma come per tutte le scelte che richiedono coraggio e spirito di innovazione, servono indipendenza di pensiero e apertura di vedute. Che sembrano atteggiamenti più vicini rispetto a qualche anno fa, ma che i club ticinesi devono continuare a coltivare. In modo sempre più profondo. Ettore Moccetti, ex membro CdA Ambrì Piotta

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