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Alessandro Frigeri
ErreDiPi e le elezioni del Consiglio di amministrazione dell’IPCT
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
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In questi giorni gli affiliati all’IPCT, la cassa pensioni dello Stato, stanno eleggendo per corrispondenza i proprio rappresentanti in seno al Consiglio d’amministrazione dell’istituto. È una votazione importante, che avviene dopo le manifestazioni che negli ultimi due anni hanno visto protagonisti i dipendenti del Cantone, prima sul tema delle pensioni e poi contro i tagli previsti nel 2024 dal governo a salari e posti di lavoro del settore pubblico.

La novità emersa durante queste proteste è stata la Rete per la Difesa delle Pensioni (ErreDiPi), uno strumento nato per coordinare la mobilitazione e che ora ha deciso di presentare propri candidati per il CdA dell’IPCT. È stata una scelta dettata dall’esigenza di essere conseguenti rispetto alle modalità con cui si è riusciti in un’operazione non scontata: coinvolgere attivamente e in misura pressoché continuativa per molti mesi migliaia di operatori del settore pubblico. Credo che ciò sia potuto accadere grazie a due fattori tra loro intrecciati, che ErreDiPi si propone di valorizzare anche in futuro:

  • La trasparenza e il coinvolgimento “dal basso”. In questi due anni le scelte su come muoversi in difesa delle proprie condizioni pensionistiche e di lavoro sono state prese attraverso assemblee aperte e tutte/i, oltre che con un capillare lavoro di diffusione delle informazioni e delle idee. È ciò che intendono continuare a fare i candidati dell’ErreDiPi nel futuro CdA dell’IPCT. Non potrà più succedere – come invece avvenuto nel passato – che i nostri rappresentanti non rendano conto agli affiliati, discutendone con loro, della scelta di ridurre, ad esempio, le rendite vedovili o i tassi di conversione.
  • Un movimento “nuovo”, capace di rompere gli schemi. ErreDiPi si è fatto conoscere per un modo inedito di farsi carico dei bisogni di una parte della popolazione (i lavoratori pubblici): pacato ma fermo, basato sull’idea che delegare in bianco ad altri la difesa dei propri interessi non sia necessariamente la strategia migliore, diffidente verso le trappole concertative secondo cui, in nome di presunti “interessi generali”, lo stillicidio di tagli che colpiscono sempre gli stessi, il mondo dei salariati, sia in fondo in fondo inevitabile (“l’importante è non esagerare…”). Forse proprio per queste sue caratteristiche, ErreDiPi è guardato con una certa diffidenza da una parte dei sindacati e dei partiti, ma nel contempo pesca consensi in modo trasversale al di fuori dei circoli più direttamente legati agli apparati. Inserire rappresentanti di ErreDiPi nel CdA dell’IPCT significherebbe anche questo: cominciare a portare dentro le istituzioni quell’“aria nuova” respirata in questi mesi tra i dipendenti del Cantone in mobilitazione.

Alessandro Frigeri, candidato ErreDiPi

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