
A volte è più facile piangersi addosso e dare la colpa agli altri che cercare soluzioni puntuali che implicano un po’ più di impegno. Io stessa, negli anni, mi sono ritrovata a dovermi confrontare con la disoccupazione e, nonostante la mia formazione universitaria e un attestato federale con tanto di esperienza lavorativa, ho fatto molta fatica ad inserirmi nel mondo del lavoro.Una storia nuova? Sicuramente no, l’avrete già sentita da più parti.
Trovandomi in disoccupazione però, invece di darmi per vinta, ho iniziato ad impiegare il mio tempo in attività che non avrei mai pensato di svolgere: riunirmi con gli amici per fondare un’associazione benefica, darmi alla musica, tenere un blog, avvicinarmi in generale a temi che non erano mai stati tra i miei interessi principali.
Queste attività, anche se non in diretta connessione alla ricerca di un nuovo impiego, aiutano sicuramente a mantenere distratta la mente dalla preoccupazione cavalcante, che aumenta giorno dopo giorno, di non trovare un lavoro. Dico di più: a me è capitato di trovare un impiego grazie anche al fatto di non essere mai stata ferma. Grazie al network che mi ero creata, con il passaparola ho trovato un lavoro nuovo di zecca e nel mio settore.
Non voglio portarvi solamente il mio esempio. Una mia carissima amica addirittura portava avanti tre lavori alla volta, nella speranza di poterne trovare un giorno uno più stabile e meglio retribuito. Con tanti sacrifici l’ha trovato. Ci è voluta pazienza, tenacia e forza, ma se glielo chiedeste ora vi direbbe che ne è valsa la pena.Con questi lavori, oltre al sacrificio, ha fatto anche parecchia esperienza in diversi campi e l’esperienza è una cosa impagabile, che non compri da nessuna parte e che nessuno ti può dare, ma che devi vivere sulla tua pelle.
Ultimamente, ho anche riallacciato i contatti con un mio ex compagno di università, che mi ha raccontato la sua storia dopo aver trovato un articolo di giornale a lui relativo.Questo ragazzo, caduto nell’inferno dell’assistenza – molto probabilmente perché troppo formato – ha deciso di fondare un’associazione che offre volontariato in modo molto particolare. Persone in assistenza e disoccupati si mettono a disposizione per aiutare il prossimo creando, in questo modo, una rete di conoscenze che può essere molto interessante per il reinserimento professionale. Attività questa che contribuisce anche a fare qualcosa di più importante dal profilo psicologico dello stesso volontario che si trova senza lavoro: si cerca di far fronte alla depressione con la quale, presto o tardi, ci si ritrova confrontati.
Quanto sopra non è frutto di fantasia e non è per nulla romanzato. Quanto sopra è frutto invece della voglia di fare dei giovani ticinesi, di quei giovani che non si lasciano andare alla prima difficoltà e che alla fine vincono.
Sono sicura che di giovani fatti di questa pasta ve ne siamo molti, come anche sono sicura del fatto che se questi giovani iniziassero anche solo a muoversi, non importa in quale direzione, il cambiamento sarebbe per tutti dietro l’angolo.
Il presente, non vuole essere forzatamente un articolo politico, anche se inserito in un contesto di campagna elettorale. Il presente vuole piuttosto essere un incoraggiamento a tutti quei giovani – e ne conosco parecchi – che hanno voglia di fare, ma a volte non “osano” lanciarsi in qualcosa che credono più grande di loro, ma che in realtà è alla loro portata.Caro giovane ticinese, ci vuol impegno, dedizione, tenacia e creatività, ma sempre meglio che autocommiserarsi e rimanere concentrati sul problema. Inizia a muoverti, a distoglierti dal problema in sé, e vedrai che i frutti arriveranno. Osa, credici e realizza ciò che senti tuo.
Elisa MaioranoCandidata al Gran ConsiglioGenerazione Giovani PPD
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