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Elio Del Biaggio - Ecopop: chi non ha paura del futuro?
Redazione
12 anni fa

L’immigrazione di massa sembra proprio non dare alcuna tregua all’elettorato svizzero. Dopo l’iniziativa “Contro l'immigrazione di massa” approvata dal popolo lo scorso 9 febbraio 2014, che troverà applicazione progressiva sull’arco di tre anni, l’attuale politica migratoria mostra come nessun Paese accoglie in percentuale più immigrati della Svizzera. E’ soprattutto da quando è stata abolita la limitazione all’immigrazione per i cittadini dell’UE e vige la libera circolazione che si registra un incremento demografico senza precedenti, addirittura nella misura dell’80%, dovuto all’immigrazione. In questo modo, la nostra popolazione si incrementa di un numero cinque volte maggiore rispetto a tutti gli altri Paesi europei e abbiamo ormai raggiunto un tasso di crescita paragonabile a India e Cina.

L’iniziativa Ecopop – “Stop alla sovrappopolazione – sì alla conservazione delle basi naturali della vita” – in votazione popolare questa domenica 30 novembre 2014, chiede che l’immigrazione netta annua sia limitata ad una media del 0,2% della popolazione attuale e che il 10% degli attuali fondi destinati alla cooperazione e allo sviluppo sia utilizzato nella promozione della pianificazione familiare volontaria.

Da una parte, abbiamo i promotori dell’iniziativa, che ritengono che l’immigrazione in Svizzera debba essere di nuovo regolata, mentre i contrari, fautori dell’apertura delle frontiere, avvertono che una tale iniziativa risulterebbe dannosa e pericolosa per la nostra stessa economia.

Ma chi ha ragione?

Innegabili gli effetti dell’aumento demografico degli ultimi anni, che molti ritengono sconsiderato: traffico cresciuto a dismisura ormai su tutte le nostre strade, edifici e costruzioni di ogni genere che spuntano come funghi. Dove un tempo regnavano spazio e tranquillità, oggi sembra sia invece il caos a dominare incontrastato, turbando le nostre abitudini ed erodendo una parte preziosa di territorio e di spazi verdi. Effettivamente, ci si potrebbe anche chiedere se questa immigrazione - che a taluni sembra ormai fuori controllo - non abbia raggiunto e superato proporzioni tali da creare situazioni non sempre conciliabili con la nostra realtà sociale, economica e paesaggistica. E questo solo per la nostra piccola e minuscola Svizzera, per una tendenza generale similare visibile in ogni angolo del globo, perlomeno a livello dei Paesi industrializzati e di tutti quelli in forte sviluppo.

A dire il vero, da un punto di vista politico, si ha come l'impressione che tanto la destra quanto la sinistra abbia adottato un atteggiamento piuttosto “ipocrita” nei confronti dell’iniziativa Ecopop. Nonostante tutti ne possano condividere le preoccupazioni intendono “bocciarla”, solamente per una questione di opportunità politica. Riflettiamo: è dal dopoguerra che la Svizzera ha avuto una rapida espansione del settore industriale ed economico in generale, con l’afflusso di centinaia di migliaia di lavoratori stranieri sul nostro territorio. A più riprese si è tentato politicamente di arginare il fenomeno dell’immigrazione ma sempre con scarso successo, fino ai giorni nostri. La situazione di un tempo è però diversa da quella odierna: se una volta c'era lavoro e tutti i rami economici erano in forte crescita - e questo praticamente in ogni Paese del mondo occidentale - oggi la realtà in cui viviamo e che ci circonda mostra ben altre situazioni. Molte fasce della popolazione si sentono ormai indifese e preoccupate per il loro futuro.

Pochi hanno il coraggio di ammetterlo e, contrari o favorevoli a questa iniziativa, è ormai innegabile come a questo punto si tratta di decidere se voler limitare o no un fenomeno che assume proporzioni sempre più importanti e che, con il trascorrere del tempo, potrebbe anche causare problemi ecologici, sociali ed economici non indifferenti alla nostra nazione e al nostro territorio. In Svizzera, oggi siamo in 8 milioni e di questo passo nel 2050 saremo in ben 12 milioni, se non di più. Chiediamoci, obiettivamente, se abbiamo davvero risorse e territorio per gestire questi numeri, con tutte le conseguenze infrastrutturali che questo comporterebbe. Un momento tanto delicato quanto preoccupante: non è certamente una decisione facile quella chiesta agli elettori.

Elio Del Biaggio, Candidato PLR al Gran Consiglio

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