Cerca e trova immobili
Paolo Hägler
Elezione del Consiglio di Stato
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

In un recente dibattito televisivo (‘Detto tra noi’ del 23 ottobre) Amalia Mirante e Alessandro Speziali si sono confrontati anche sul metodo per l’elezione del Consiglio di Stato, che in Ticino, unico Cantone in Svizzera, è tramite il sistema proporzionale. Negli altri Cantoni avviene invece tramite sistema maggioritario. Il primo si prefigge di dare rappresentanza in maniera proporzionale alla forza di ogni singola lista, mentre il secondo si basa sui voti personali (cioè attribuiti ai singoli candidati), come avviene ad esempio per l’elezione del Consiglio degli Stati (a livello federale), dove anche in Ticino, per intenderci, mettiamo le crocette solo davanti ai nomi e non anche davanti alle liste.

La spiegazione

Vediamo di capire la differenza tra proporzionale e maggioritario, con un esempio semplice, in cui ipotizziamo che non vi siano schede nulle per sovrannumero di preferenze, liste incomplete e/o altre anomalie. Consideriamo un numero totale di 120’000 votanti (alle elezioni cantonali del 2023 sono stati 120’861) e immaginiamo che ci siano solo due liste: la lista A che raccoglie 65’000 voti e la lista B che ne raccoglie 30’000. In altre parole la lista A raccoglie poco più del doppio delle preferenze rispetto alla lista B. Le restanti 25’000 schede sono senza intestazione (alle elezioni cantonali del 2023 sono state 26’807). Immaginiamo ora due soli candidati (uno per lista): Alice per la lista A e Bob per la lista B (nomi usati in crittografia e quindi privi di qualsiasi riferimento a persone reali). Gli elettori possono scegliere un unico candidato. Poiché Alice tra i votanti della lista A è più amata di Bob, prende 45’000 preferenziali, mentre lui da chi vota la lista A ne prende 20’000. Naturalmente Bob prende più crocette da chi vota la lista B, 24’000 contro i 6’000 attribuiti ad Alice. Infine da chi non vuole dare un voto di lista, scegliendo “scheda senza intestazione”, Alice prende 8’000 voti e Bob 17’000.

Il risultato

Vediamo dunque in una situazione del genere chi risulta eletto, iniziando dal sistema attuale (proporzionale). Avendo un candidato da eleggere, ogni scheda vale due voti: uno che va alla lista scelta e uno, preferenziale, che va alla lista del candidato indicato (in caso di “scheda secca”, ossia senza voti preferenziali, vanno due voti per la scheda della lista indicata, mentre in caso di “scheda senza intestazione” vanno due voti alla lista del candidato a cui è stato dato il voto preferenziale). In questo caso la lista A prende 65’000 voti, dati direttamente alla lista, mentre la B ne prende 30’000. Poi dobbiamo contare i voti preferenziali, che per la lista A sono stati in totale 67’000 (45’000 dati ad Alice tra i votanti della lista A, 6’000 dati ad Alice dai votanti della lista B e 16’000 dati ad Alice dai votanti che hanno scelto la scheda senza intestazione (che ricordo valgono doppio per fare in modo che chi sceglie la scheda senza intestazione abbia lo stesso peso di chi sceglie di dare un voto di lista). Alla lista B sono andati 78’000 voti: 20’000 dati a Bob dai votanti della lista A, 24’000 dati a Bob dai votanti della lista B e 34’000 dati a Bob dai votanti che hanno scelto la scheda senza intestazione. In totale abbiamo quindi 132’000 voti di lista per la lista A e 108’000 voti per la lista B e, con il sistema proporzionale, vuol dire che viene eletto un rappresentante della lista A, ossia Alice. Nel caso in cui gli stessi voti fossero conteggiati con il sistema maggioritario (non applicato oggi in Ticino), conterebbero soltanto le crocette assegnate ai singoli candidati: Alice avrebbe 59’000 voti (45’000 + 6’000 + 8’000) e Bob 61’000 (20’000 + 24’000 + 17’000), sarebbe perciò eletto Bob.

Cosa possiamo dedurre

Questo esempio permette di dimostrare che il sistema proporzionale tende a favorire chi è candidato su una lista più votata, e di conseguenza favorisce le liste che raccolgono tante schede, sfavorendo quindi i candidati nelle liste dei cosiddetti “partitini”, che non hanno un bacino di elettori così grande, anche se presentano personalità molto amate e votate (come Bob); in altre parole, con il sistema proporzionale viene eletta Alice, anche se meno votata, perché è sulla lista A, che ha raccolto più consensi. Questo meccanismo favorisce quindi un’attribuzione dei seggi alle liste più votate, e di conseguenza la composizione delle liste assume un ruolo determinante, perché i dirigenti delle liste più votate sanno già, con buona probabilità, quanti loro candidati verranno eletti, e possono quindi scegliere, con un basso rischio di errore, chi mandare in governo.

La domanda da porsi

Per un potere legislativo, come il Gran Consiglio, un’equa rappresentanza delle diverse visioni politiche non è messa in discussione, in quanto il primo potere ha lo scopo di rappresentare il Paese e deciderne lo sviluppo. Per il secondo potere, quello esecutivo, ovvero il Consiglio di Stato - il cui scopo è quello di pilotare il Paese in base a quanto voluto del legislativo, come un’equipe di piloti conduce l’aereo in base alla rotta stabilita da altri - la domanda di fondo è se questa rappresentanza debba essere perseguita a tutti i costi (cosa che ricordo attualmente avviene solo in Ticino), oppure se è preferibile votare candidati che risultano più competenti agli occhi degli elettori, senza considerare a quale lista siano affiliati, come avviene in tutti gli altri Cantoni. Nelle ultime legislature, con una maggioranza relativa in Consiglio di Stato diversa da quella in Gran Consiglio, il popolo sembra aver già dato un segnale che potrebbe essere una risposta a questa domanda, tuttavia questa è solo un’indicazione. Seguirà una conferma qualora si votasse su questo tema?

Paolo Hägler, consigliere comunale a Mendrisio per Avanti con Ticino&Lavoro

I tag di questo articolo