Cerca e trova immobili
Ospiti
Elena Pellanda: il Ghiro nella mia mail è “indesiderato”
Redazione
18 anni fa
Giorgio Ghiringhelli

Desidero denunciare pubblicamente un fatto a mio avviso abbastanza grave. Qualche giorno fa, nell’intento di rispondere a certe critiche, ho inviato ai colleghi di Consiglio comunale, in un colpo solo, ben 16 messaggi e-mail ai quali erano allegati degli scambi di messaggi particolarmente significativi avvenuti nel corso di questa legislatura fra il sottoscritto e vari altri consiglieri. Scopo di questa massiccia spedizione era quello di rinfrescare la memoria su certi avvenimenti e dimostrare, documenti alla mano, chi aveva cercato il dialogo e chi invece aveva eretto muri di gomma contribuendo in tal modo a un crescendo di polemiche, scontri e incomprensioni che hanno guastato il clima politico negli ultimi due anni. A seguito di quella spedizione ho ricevuto due risposte che mi hanno lasciato piuttosto di stucco. Una era della capogruppo della Sinistra, Elena Pellanda, la quale mi ha scritto testualmente “pensi che dopo una giornata di lavoro io mi metta a leggere tutta questa roba ? Ti prego di non spedirmi certe cose. Grazie per il rispetto che avrai del mio tempo libero”. La seconda era di un’altra esponente della Sinistra, Gaby Andina, attuale presidente del Consiglio comunale, la quale, con un messaggio fatto pervenire a tutti i consiglieri, ha commentato : “Carissima Elena, sei fortissima! Comunque ricordo a tutti quanti quello che io ho fatto tanto tempo fa : l’indirizzo del consigliere Ghiringhelli nella mia posta elettronica è “indesiderato” e pertanto la mia casella non viene invasa o inondata da suoi scritti epici, tediosi e quant’altro perché vengono cestinati automaticamente. Se proprio vuole scrivermi prenda un francobollo e una busta!”. Posso capire, e di questo mi sono scusato con tutti gli interessati, che a qualcuno non faccia piacere ricevere contemporaneamente cosi tanti messaggi che intasano la posta elettronica. Ma va pur detto che nessuno era obbligato a leggerli e che con pochi clic avrebbero potuto cancellarli. I contenuti ed i toni assai astiosi e seccati delle due risposte, specie quella di Andina, mi hanno dunque sorpreso, anche perché provenienti da esponenti di un partito che normalmente passa come più aperto di altri al dialogo e alla tolleranza. Trovo inoltre abbastanza grave che la “prima cittadina” del Comune non solo ammetta di aver “già tanto tempo fa” inserito l’automatico per bloccare la ricezione dei miei messaggi , ma addirittura sembra suggerire agli altri nostri colleghi di fare altrettanto. Proprio Gaby Andina aveva di recente ricevuto una tirata d’orecchi dalla Sezione degli enti locali perché, nella sua veste di presidente del Consiglio comunale, si era permessa di censurare la durata di un mio intervento ( a favore di una proposta di tipo sociale) con toni inutilmente polemici e non “adatti” alla carica di presidente. Ora sappiamo che il suo rozzo intervento era stato determinato non da ragioni oggettive ma da una viscerale antipatia personale poco adatta al ruolo “super partes” che dovrebbe avere un presidente. E sappiamo anche chi è che cerca il dialogo e chi, almeno nei confronti del sottoscritto, lo rifiuta a priori. Cestinare automaticamente i messaggi di un collega, senza voler nemmeno conoscere le sue ragioni o le sue considerazioni su un dato tema, equivale a erigere un muro di gomma deleterio per chi è chiamato a prendere decisioni nell’interesse del paese. Tanto più che il gruppo del Guastafeste è l’unico a non essere rappresentato nelle commissioni del Consiglio comunale, e dunque non ho molti altri modi per comunicare con gli altri gruppi politici o con i miei colleghi capigruppo al di fuori delle sedute del Consiglio comunale. Giorgio Ghiringhelli, coordinatore del Guastafeste

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata