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Elena Cereghetti - Il Ticino visto da Berna
Elena Cereghetti - Il Ticino visto da Berna
Elena Cereghetti - Il Ticino visto da Berna
Redazione
11 anni fa

Ho cominciato a capire il Ticino quando l’ho visto da lontano, ho capito cosa voleva dire essere ticinese ed essere svizzera. Volevo però smettere di osservare passivamente con occhi delusi la situazione del mio Cantone, per questo ho deciso di impegnarmi concretamente. La mia esperienza in politica è iniziata quasi per caso quando da neofita della politica sono diventata assistente parlamentare di Pierre Rusconi. Vedendo il suo impegno e la passione con cui si batte per il suo paese mi sono decisa a scendere in campo e mettermi in gioco.

Mi sento ticinese, ma ancor di più mi sento svizzera, vivendo da parecchi anni in Svizzera interna per studi e lavoro ho avuto la possibilità di abitare in diversi cantoni e vivere differenti realtà nazionali.La ricchezza della nostra nazione sta nel vedere il mondo allo stesso modo da punti di vista diversi, nell’unione di alcune culture dalle diverse sfumature, ma dagli stessi ideali, queste sfumature rendono la Svizzera multiforme nella sua semplicità. Il Ticino come ogni altro cantone è parte di un insieme e non può essere preso come singolo elemento.

La lingua è un importante elemento caratterizzante per una cultura e indubbiamente il Canton Ticino e la Svizzera italiana si contraddistinguono per la loro latinità, ma questo non dev’essere un motivo di isolamento. Sono partita dal Ticino con tanti sogni e ho conosciuto la realtà. Sono sempre stata molto attaccata alla mia valle di origine, la Val di Muggio, ma più mi sono allontanata e più ho capito la sua bellezza, per altro premiata anche dalla Confederazione come paesaggio dell’anno 2014. Non è solo questa valle ad essere importante per me, ma è l’intero patrimonio paesaggistico svizzero, l’armonia tra montagne verdi e le città da esse circondate.

Per me una vera svolta politica sarebbe il riconoscere le nostre origine e combattere per salvaguardarle. L’eccesso è la rovina del laborioso, ma quieto vivere svizzero, che sia nell’urbanizzazione, nella socialità o nell’economia poco importa, bisogna arginarlo. Se teniamo al nostro paesaggio non possiamo continuare a deturparlo selvaggiamente per poi cercare di marginare i danni con misure ipocrite e irrealistiche. Non si può avere tutto, non si può e basta, nemmeno in Svizzera. Vogliamo il verde, vogliamo preservare la natura, ma non vogliamo fermare un’immigrazione sproporzionata che ci spinge verso un’urbanizzazione incontrollata, vogliamo più soldi per l’educazione dei nostri figli e la sanità, ma continuiamo a sperperare nell’aiutare persone che per la nostra società non fanno nulla, vogliamo la neutralità, ma ci invischiamo in conflitti internazionali.

Fermare l’immigrazione di massa, favorire l’impiego di manodopera indigena e salvaguardare il paesaggio, anche riducendo il traffico parassitario, sono per me i punti fondamentali dei quali si deve occupare la politica nel nostro paese. Non da ultimo ritengo essenziale la sensibilizzazione della popolazione al consumo e all’acquisto di prodotti nostrani. Il nostro è un paese ricco di risorse, dobbiamo credere nei nostri mezzi. Io mi candido perché ho fiducia nel mio paese.

Elena CereghettiAssistente parlamentare di Pierre RusconiCandidata al Consiglio NazionaleUDC

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