
Come ogni inverno le polveri fini superano i limiti di legge. Nonostante sia ormai provato che le polveri fini siano cancerogene anche in bassi quantitativi, ben al di sotto dei limite di legge, il Cantone si limita a invocare la pioggia oppure a scaricare la colpa sull’inquinamento proveniente dalla pianura Padana. È un comportamento irresponsabile. Servono finalmente provvedimenti efficaci subito!
Ormai da decenni numerosi studi hanno confermato i pericolosi effetti delle polveri fini sulla salute. I più toccati sono i bambini, gli anziani, i malati cronici e gli affetti da malattie cardiache o polmonari. Le polveri fini uccidono, anche in basse quantità. Lo ha evidenziato uno studio eseguito a livello europeo pubblicato recentemente su “The Lancet”. Ogni aumento di 5 microgrammi aumenta la mortalità generale del 7%. Infine anche l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha emanato un verdetto storico: inquinamento e polveri fini sono stati certificati come fattori cancerogeni per gli esseri umani.
Nonostante queste drammatiche verità, lo stesso Cantone rivela nel “Rapporto dell’aria 2012” che “le concentrazioni medie annue di polveri sottili rimangono al di sopra del limite OIAt”. Come dire: abbiamo tra le mani una bomba a orologeria.
L’inquinamento è prodotto localmente
L’allarme di questi giorni non arriva inaspettato. Ogni anno si ripete il solito teatrino. La colpa dell’aria malata che respiriamo? Del troppo sole e della pianura Padana, due alibi per non affrontare la dura verità, ovvero che in Ticino il traffico è un problema sempre più serio. Il Sottoceneri è sull’orlo del collasso viario e bastano pochi giorni di sole per far schizzare i valori delle polveri fini alle stelle. È risaputo che in condizioni di inversione termica, come avviene in questi giorni, non c’è scambio di aria. Quindi la produzione di inquinanti è essenzialmente locale.
La risposta del Cantone davanti a quest’insopportabile situazione è semplicemente diramare delle raccomandazioni in attesa della pioggia che magicamente risolverà il problema. Infatti se i valori di inquinamento sono troppo alti, è colpa delle condizioni metereologiche “sfavorevoli”. Al contempo, se piove un po’ di più e i valori scendono, il Cantone si bea di questi dati facendoli passare come un successo della politica di protezione dell’aria. Questo è un atteggiamento totalmente irresponsabile! Si sta giocando con la salute dei ticinesi.
Le soluzioni ci sono ma vengono regolarmente bocciate
I Verdi da anni si battono e avanzano proposte per risolvere i problemi di traffico ma ogni volta rimbalziamo contro un muro di gomma. A settembre con l’interrogazione “L’aria del Ticino è malata: a quando misure più incisive” abbiamo chiesto l’introduzione di tariffe agevolate per periodi di alti tassi di inquinamento, come questo, ma ci è stato risposto picche.
Nell’agosto 2012 abbiamo inoltrato un’iniziativa parlamentare per introdurre misure di mobilità aziendale a tutte le ditte con 50 o più dipendenti per finalmente promuovere il car-sharing. L’iniziativa sostenuta da alcuni comuni del Sottoceneri deve ancora passare al vaglio del Gran Consiglio ma non tira buona aria. In attesa di risposta è anche pendente la mozione per promuovere il car-sharing.
Da anni lottiamo per una rete di mezzi pubblici efficace e con tariffe invitanti ma, a parte i miglioramenti del traffico ferroviario regionale, non ci sono stati cambiamenti sostanziali. Non ci sono bus serali per raggiungere la maggioranza dei comuni residenziali di collina; le zone industriali e commerciali sono ancora in parte poco servite dai bus. Che senso a invocare l’uso dei mezzi pubblici in questi giorni quando il servizio offerto non rappresenta ancora una valida e comoda alternativa all’automobile? E non si dica che è colpa della morfologia del territorio: la maggioranza dei ticinesi vive sul fondovalle e non in cima alle valli.
Il Cantone si assuma le sue responsabilità
Le raccomandazioni dell’ultimo minuto quando l’inquinamento dell’aria supera ogni anno i limiti imposti dalla legge è sinonimo di irresponsabilità. Davanti a questi dati non si può limitarsi a presentare alla popolazioni timide raccomandazioni. Devono essere messe in pratica politiche di riduzione del traffico e di protezione dell’aria efficaci, al contrario di quanto fatto finora.
Elena Bacchetta, Gran Congsigliere Verdi del Ticino
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