
Interrogazione - L’aria del Ticino è malata: a quando misure più incisive? Lo scorso mese di giugno è stato pubblicato il rapporto sulla qualità dell’aria nel 2012. Cito da pagina 12: “malgrado l’evoluzione generale favorevole, diversi limiti rimangono superati. Ozono e polveri sottili presentano in tutte le zone del Cantone (urbane, suburbane e rurali) concentrazioni superiori ai limiti OIAt. Per il diossido di azoto la situazione è conforme nelle zone rurali, in corso di risanamento nelle zone periferiche, mentre permane non conforme nei principali agglomerati ticinesi”. Lo stesso rapporto ricorda che gli obbiettivi stabiliti dalla OIAt non sono stati raggiunti. Nell’appendice 1 , allegata all’interrogazione, sono stati raccolti i grafici del rapporto 2012 sulla qualità dell’aria, che mostrano i notevoli superamenti dei valori limiti. In poche parole l’aria che respiriamo è illegale. Polveri ultrafini: mancano i dati Un altro elemento più che allarmante è la mancanza di rilevazioni delle polveri ultrafini, ovvero quelle ancora più piccole delle PM10. L’ATA, l’Associazione Traffico Ambiente, in un suo recente studio ha analizzato i valori delle polveri fini PM10, PM5 e PM2,5 e nanoparticelle (PM 0,1) lungo le strade. I risultati sono preoccupanti. Nell’appendice 2, allegata all’interrogazione, è presente un estratto dallo studio. PM, una minaccia per la salute Ormai da decenni numerosi studi hanno confermato i pericolosi effetti sulla salute del traffico stradale. I più toccati sono i bambini, gli anziani, i malati cronici e gli affetti da malattie cardiache o polmonari. Le polveri fini (PM2,5) provocano infiammazioni, asma e cancro. Le polveri ultrafini, che in Ticino non vengono ancora monitorate, sono addirittura da 10 a 1000 volte più pericolose. Data la ridotta dimensione, penetrano negli alveoli polmonari e attraversano la sottile barriera aria-sangue per poi diffondersi in tutto l’organismo e provocare micro-infiammazioni, da cui nascono reazioni a catena. Le conseguenze possono essere infarti, diabete e la creazione delle condizioni ideali per lo sviluppo di cancro. Le ricerche condotte dall’Istituto di Anatomia dell’Università di Berna hanno dimostrato che le polveri ultrafini possono influire sul materiale genetico contenuto nel nucleo della cellula. La tecnologia per limitare le emissioni esiste: con i filtri antiparticolato possono essere ridotte del 99%. L’aria merita maggiori sforzi Si delinea un quadro per nulla roseo. All’interrogazione “Per un abbonamento ozono quando serve di più”, alla domanda se non fosse il caso di anticipare l’abbonamento ozono nei mesi di giugno o maggio, il Consiglio di Stato ha stato risposto che “l’azione è da considerarsi soprattutto di carattere promozionale e in nessun modo come una risposta urgente allo smog fotochimico estivo”. Se la situazione dell’aria in Ticino non fosse così grave, sarebbe stata una risposta dignitosa. Ma di fronte ai dati più che allarmanti è lecito pretendere misure molto più incisive. Per ridurre i picchi di ozono estivi, è necessario già lottare contro i precursori da cui si forma. Intervenire unicamente quando l’ozono è già formato, ovvero nei mesi di luglio e agosto, ha purtroppo un effetto limitato. Anche i dati 2013 sono preoccupanti Anche da una breve consultazione dei bollettini pubblicati dal Cantone relativi all’ozono durante l’estate 2013, emerge una situazione fuori controllo. Il limite di valore dell’ozono è superato abbondantemente, non solo a luglio e agosto, ma anche prima. I dati della seguente tabella presentano il numero di superamenti della media giornaliera misurati alle stazioni di misurazione di Locarno collina, Magadino, Locarno, Pregassona, Bioggio, Bodio, Chiasso e Mendrisio. Ricordiamo, che per legge (OAIt) è ammesso un solo superamento giornaliero all’anno. L’ozono supera i limiti già a partire da aprile. Solo
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