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Elena Bacchetta: i Verdi a favore del Parco Eolico
Redazione
15 anni fa

I Verdi si rammaricano per l’esito del ricorso della STAN contro il progetto di Parco Eolico del San Gottardo. La decisione del TRAM è un freno alla costruzione e alla messa in funzione del Parco Eolico, e ritarda la svolta energetica in Canton Ticino. La svolta energetica è necessaria ed urgente: bisogna uscire dal nucleare e nel contempo combattere il cambiamento climatico. L’abbandono dell’energia nucleare è fattibile a condizione che tutti gli attori si assumano la loro parte di responsabilità. Anche il Ticino deve dare il suo contributo: lo sviluppo di energie rinnovabili, del fotovoltaico in particolare, e interventi decisi per il risparmio energetico devono diventare una priorità della politica energetica cantonale. Il futuro è anche eolico Nell’ambito dello sviluppo delle nuove energie rinnovabili, anche l’energia eolica riveste un ruolo importante: il Piano Energetico Cantonale stima il potenziale dell’eolico ticinese sui 55GWh / annui. Gran parte di questo potenziale è da ricondurre al Parco Eolico del San Gottardo, che con le sue cinque pale avrà una potenza di 17 MW e una produzione attesa di 37GWh. In tutti gli scenari del PEC è prevista la realizzazione del parco eolico del San Gottardo. I Verdi da sempre a favore del Parco Eolico del San Gottardo Alla luce della confusione venutasi a creare riguardo alle opposizioni contro il Parco Eolico del San Gottardo, i Verdi del Ticino precisano di essere sempre stati fra i sostenitori di questo progetto. Il ricorso contro il Parco Eolico del San Gottardo è opera della STAN (Società per l’Arte e la Natura), che non va confusa né con i Verdi né con le associazioni ambientaliste. Un vizio di forma dietro al ricorso L’accoglimento da parte del Tribunale amministrativo del ricorso della STAN ritarderà di qualche anno la costruzione del Parco Eolico, un rallentamento che non può che rammaricare, in quanto posticiperà la svolta energetica cantonale oltre che causare costi aggiuntivi ai proprietari, AET in primis. Il ritardo della costruzione è tanto più spiacevole visto che è dovuto unicamente ad un vizio di forma nella procedura di accoglimento della variante di Piano Regolatore comunale. Il TRAM non ha sollevato obiezioni sugli aspetti paesaggistici e ambientali. Un progetto di sviluppo regionale Il progetto inoltre riveste un’importanza notevole per il Comune di Airolo e per l’economia dell’alta Valle Leventina, già provata dal graduale abbandono da parte delle regie federali (posta, esercito, ferrovie …) con conseguente perdita di posti di lavoro. Anche per il Patriziato di Airolo, proprietario dei terreni, tale progetto riveste un’importante risorsa finanziaria, necessaria per il mantenimento dell’esteso demanio patriziale. Da notare infine che nell’ambito del progetto erano previsti importanti e onerosi lavori di risanamento e compensazione (sistemazione di discariche e piazze di tiro) oltre all’elettrificazione di alcuni alpeggi per una cifra totale di circa 2 mio di franchi. Appello al Consiglio di Stato per sostenere il progetto Il fatto che il Consiglio di Stato non si sia accorto della lacuna nell’iter non può che destare qualche interrogativo. Anche per rimediare agli errori commessi, è auspicabile che il Consiglio di Stato ribadisca pubblicamente il proprio sostegno al progetto e si adoperi per velocizzare la procedura di approvazione della nuova variante di Piano Regolatore. Nell’interesse ambientale del Canton Ticino, e in quello finanziario di AET e della regione dell’alta Leventina e quindi della popolazione ticinese. Elena Bacchetta, direzione dei Verdi del Ticino

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