
La Gioventù Comunista, in relazione al referendum contro l’acquisto di nuovi 22 aerei Gripen, non può che accogliere positivamente il risultato emerso dalle urne. L’oggetto in votazione, che ci ha visti impegnati, oltre che nella raccolta firme, anche in un costante lavoro d’informazione e nella costituzione del Comitato Ticinese Giovani Contro i Gripen, ha infatti posto in rilievo una problematica riguardante la Svizzera ma anche diversi paesi limitrofi.
Il popolo svizzero, rivendicando, in un momento di crisi economica e rinato militarismo, priorità d’investimento alternative e sostenibili, ha dunque segnato la propria opposizione all’acquisto di ulteriori velivoli da combattimento. Evidentemente, al contrario di quanto decantato dai fautori dei Gripen, riteniamo che il rifiuto di vedere spesi 10 miliardi in macchine da guerra non sia ascrivibile a un ‘’inflessibile’’ antimilitarismo, quanto più a un comune e banale buon senso. Ciò detto, ribadiamo comunque che nel ridiscutere una delle sconsiderate voci di spesa in campo militare, tale votazione consenta di stimolare una più ampia riflessione su una struttura dispendiosa e sovradimensionata quale l’esercito (che, lo rammentiamo, è grande quanto quello di Austria, Belgio, Norvegia e Svezia messi insieme). Siamo parimenti dell’avviso che il voto contro i Gripen, data l’annosa intoccabilità che ammanta le forze armate elvetiche, rappresenti un importante segnale critico rispetto ai cospicui foraggiamenti destinati al settore militare.
La Gioventù Comunista si felicita pertanto dello sventato acquisto dei nuovi aerei da combattimento, grazie al quale la Confederazione potrà rivolgere consistenti risorse verso investimenti più lungimiranti e vicini ai bisogni della popolazione: il futuro non si costruisce nel settore bellico, ma nell’istruzione, nei trasporti pubblici e nelle energie rinnovabili!
Gioventù Comunista della Svizzera Italiana
Edoardo Cappelletti, coordinatore
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