
Il Partito Comunista non può che raccogliere con sdegno e, alla luce dei precedenti avuti luogo negli ultimi mesi, con poco stupore, l'ennesimo abuso di polizia verificatosi mercoledì 27 marzo poco dopo le ore 23.00. Ai danni di un 37enne di origine straniera -per inciso, una fascia della popolazione che notiamo essere maggiormente vittima di questa problematica-, il pestaggio sembrerebbe essere stato commesso da due agenti della Polizia comunale, il cui coinvolgimento nel caso è già stato ipotizzato dal Procuratore Pubblico Amos Pagnamenta. Dall'inizio del mese di settembre abbiamo già dovuto denunciare, oltre agli abusi di potere avvenuti a Muralto e Ponte Brolla, altre due casistiche di violenza ingiustificata da parte della Polizia, alle quali ha tuttavia corrisposto una chiusura delle autorità competenti rispetto a una preoccupante deriva razzista di alcuni membri del corpo di Polizia. Auspichiamo che grazie a questo ultimo episodio si riesca finalmente ad aprire un dibattito su un fenomeno, l'abuso di potere, che in uno stato di diritto non dovrebbe assolutamente sussistere. Nella speranza che si spezzi il muro di omertà che usualmente accompagna questi eventi, richiediamo altresì un'accurata indagine sull'accaduto che, se rispecchiante le eventualità fino ad ora emerse, implichi delle conseguenti misure disciplinari per gli agenti incriminati. Contestualmente, rimaniamo persuasi della necessità di implementare una formazione volta a prevenire eventi come questo, come anche di selezionare con maggiore attenzione gli agenti del corpo di Polizia. Edoardo Cappelletti, responsabile del Partito Comunista a Lugano
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