
Nelle scorse settimane l’Ufficio presidenziale ed il gruppo del Partito Popolare Democratico di Lugano hanno approfondito la questione della crisi finanziaria che con ogni verosimiglianza toccherà pure la Città. Dopo la mozione interpartitica richiedente modifiche permanenti del Regolamento sociale - aumento della soglia di reddito per l’elargizione di aiuti e aggiunta di altre casistiche - il PPD ha individuato tre ulteriori ambiti in cui la Città dovrà agire per far fronte alla temporanea crisi: giovani, famiglie con figli e lavoratori indipendenti o proprietari di piccole-medie imprese con bassi redditi. Si tratta di aiuti eccezionali mirati per le categorie a rischio o che cadranno in difficoltà. È importante cioè definire quella fascia del ceto medio basso esclusa dagli aiuti già garantiti dal Regolamento sociale comunale. La Città deve agire in fretta ed essere pronta ad affrontare immediatamente gli effetti a breve termine. Il PPD chiede dunque di definire subito un credito quadro di crisi mirato e rapido, senza paletti troppo rigidi per la sua applicazione. Per aiutare i giovani apprendisti, bisogna favorire le ditte che li assumono, per esempio pagando una parte o l’intero costo della formazione. Per quelli in difficoltà di inserimento professionale, si devono aumentare le possibilità di effettuare degli stages presso l’Ente pubblico o privato. Alle famiglie con figli, va garantito un sostegno con precisi aiuti mirati per i figli per affrontare le necessarie spese mensili, che gravano sul budget; si pensa pure all’assegno famigliare per i lavoratori indipendenti al di sotto di un certo reddito, o ancora a prestiti o borse di studio. Per gli indipendenti toccati da una diminuzione del lavoro e per le piccole medie imprese, ad esempio gli artigiani che non hanno forme di previdenza che assicurino loro un reddito in caso di diminuzione dell’attività., occorre prevedere forme di aiuto, come pure possono essere garantite certe agevolazioni (ad es. sconti sulla spesa per consumo elettrico e aiuti per la riqualifica professionale). A tutti i cittadini in difficoltà va garantito l’aiuto laddove vi è un comprovato bisogno, ovvero una difficoltà a far fronte alle spese ricorrenti e necessarie, al proprio fabbisogno. Ad esempio si possono prevedere aiuti per il pagamento del premio Cassa Malati. Secondo il PPD, l‘aiuto può essere concesso in forma di prestito, con la speranza che gli aiuti e la fine della crisi finanziaria potranno ben presto migliorare la situazione del cittadino nel bisogno. Il prestito non graverebbe sui conti della Città, che lo potrebbe concedere agli stessi tassi vantaggiosi che percepisce dagli istituti bancari presso i quali è depositata la liquidità. Il prestito, inoltre, può essere garantito da ipoteche. Ciò permette tra l’altro di aiutare pure le persone nel bisogno, malgrado siano proprietarie di immobili. Il PPD chiede inoltre la creazione di uno sportello speciale di crisi, al quale possono far riferimento le persone in particolare difficoltà e che non hanno potuto ottenere il sostegno in base al Regolamento sociale, presentandosi allo sportello LAPS. Allo “sportello speciale” esse possono pure meglio essere orientate alla rete di aiuti presente sul territorio ed ottenere un sostegno umano. Accanto a queste misure eccezionali, il PPD è dell’idea che vadano incrementati gli investimenti, ad esempio negli stabili comunali dove è possibile una ristrutturazione da profilo energetico-ambientale in base ad un credito quadro. Il PPD è invece contrario ad un abbassamento del moltiplicatore che andrebbe a favorire piuttosto le fasce di reddito medio-alte, e che avrebbe conseguenze negative sulle finanze cittadine (meno entrate fiscali, aumento della partecipazione alla perequazione finanziaria cantonale). Laura Tarchini, presidente PPD nuova Lugano Azzurra
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