
Proprio nel periodo dove la bontà, la solidarietà, il sentirsi fratelli, diventa il motivo più importante di vita, quando i film sul Natale ci vengono propinati a tutte le ore, con musiche e canti due ecuadoriani sono morti da soli, nell'intento di scaldarsi, in un furgone sull'autostrada. Ai bambini raccontiamo, come ogni anno, la solita favola del bambino cacciato dal potere e nato quindi al freddo, in povertà, in una mangiatoia, dove veniva riscaldato dal bue e dall'asinello e che quindi bisogna essere buoni e solidali con chi ha bisogno e con chi non riceve regali. Quindi nel bel mezzo del massimo consumismo ( il pensiero cristiano soffocato dai regali) invitiamo tutti a donare dei giochi che non si usano più a chi non ne ha e a fare offerte per i più poveri (importante però che queste persone non si vedano e stiano lontane). Per costatare la nostra bontà basta mettersi a osservare le centinaia di persone che passano piene di pacchettini vicino a chi sta suonando al freddo e vedere quante di queste offrono qualche spicciolo. Ben poche!! Il collega Manuele Bertoli, toccato dalla morte di queste due persone, ha inoltrato il 31.12.08 un'interrogazione dove chiedeva: 1. Il Governo è a conoscenza del numero di persone che vivono in Ticino senza fissa dimora e/o in condizione di clandestinità? 2. Se sì, quali sono gli strumenti conoscitivi messi in atto per monitorare costantemente e tenere sotto controllo la situazione? 3. Si ritiene che il grado di conoscenza del fenomeno sia adeguato? 4. Qual è in particolare la situazione delle persone colpite da una decisione di non entrata in materia e finite nella clandestinità? Quanti sono? Si ha un’idea di dove alloggiano? 5. Quali sono i passi concreti messi in atto per evitare che delle donne e degli uomini senza alloggio siano costretti a dormire in condizioni di fortuna, soprattutto d’inverno? Il Direttore del dipartimento Istituzioni On. Pedrazzini ha dato una prima risposta al problema rilasciando una intervista al "Quotidiano" del 31 .12.08 dove ha tra l'altro detto: "... sta a queste persone di capire che in certi periodi dell'anno venire in Ticino potrebbe essere anche a loro rischio e pericolo...". Chiedo al Consiglio di Stato: cosa vuole dire questa frase? Forse che chi fa la fame e vuole migliorare la propria situazione economica deve aspettare il caldo? La nuova strategia per convincere gli africani a rimanere a casa loro sarà di tappezzare l'africa di cartelloni pubblicitari con le foto delle nostre fredde Alpi innevate? Non è una risposta un po' cinica accentuata anche dal momento euforico di bontà? L'On. Pedrazzini ha poi continuato: "... non è sempre colpa dello Stato se accadono delle cose e non può sempre lo Stato dare una risposta a tutti i problemi io penso che in questo caso occorre fare un' azione congiunta per convincere queste persone a venire da noi rispettando la legge e in questo caso poter anche essere aiutati...". Chiedo al Consiglio di Stato: cosa si intende dicendo che lo Stato non può dare una risposta a tutti i problemi? Chi deve dare una risposta a questa situazione di povertà presente in Ticino e che tocca anche persone residenti? Cosa vuole dire rispettare la legge? Sono dei criminali perché suonano al freddo? Se si presentano chiedendo di voler rispettare la legge come vengono aiutati? L'On. Pedrazzini per finire ammette la sconfitta della nostra società ma scarica la responsabilità su tutti: "...una sconfitta sicuramente della nostra società nel suo insieme delle sue istituzioni in senso lato anche di tutti coloro che hanno delle responsabilità non soltanto politiche e non soltanto istituzionali...". Chiedo quindi al Consiglio di Stato: di chi sta parlando il Direttore del dipartimento Istituzioni? come mai quando a dare solidarietà agli ecuadoriani, solo pochi anni fa, erano i Molinari (Centro Sociale Autogestito) si è gridato allo scandalo perchè vivevano in molti in pochi lo
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