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Dopo una denuncia, una donna non può essere lasciata sola
© Rescue Media
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Redazione
11 giorni fa
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Di fronte alla morte di una donna non vogliamo fare speculazioni sulla dinamica dell’annegamento. Su questo saranno le indagini a dover chiarire ogni elemento.

C’è però un fatto che non può essere ignorato: pochi giorni prima della sua morte, la donna era stata aggredita, era stata in ospedale e aveva presentato una denuncia contro ignoti.

Ed è proprio su questo che riteniamo necessario fermarci.

Non sappiamo se esiste un collegamento tra quell’aggressione e la sua morte, ma sappiamo che una donna che subisce un’aggressione, finisce in ospedale e trova la forza di denunciare, è in una situazione di particolare vulnerabilità.

Una denuncia dovrebbe attivare anche un'attenzione concreta alla sicurezza della persona, un ascolto adeguato e, quando necessario, un accompagnamento psicologico, sociale e altre misure che possano garantire l’incolumità della persona.

Ci chiediamo quindi: dopo quella denuncia, questa donna si è sentita davvero protetta? È stata adeguatamente informata sui rischi e sulle possibilità di tutela? Ha ricevuto un sostegno per affrontare ciò che aveva appena vissuto? Da parte delle istituzioni, ed in particolare da parte della polizia sono state offerte delle misure di protezione?

Sono domande che meritano risposte, non per attribuire responsabilità prima che i fatti siano accertati, ma perché riguardano un problema più grande della singola vicenda.

Denunciare è difficilissimo. Per una donna significa spesso superare la paura di non essere creduta, il timore di essere giudicata, la vergogna, il dubbio di stare esagerando, la paura delle conseguenze. Significa esporsi e affidarsi alle istituzioni proprio nel momento in cui ci si sente più fragili.

E allora non possiamo continuare a dire alle donne “denunciate!” senza interrogarci su ciò che accade dopo. Perché se una donna trova il coraggio di denunciare e poi viene lasciata sola con la propria paura, con il proprio trauma e con l'incertezza sulla propria sicurezza, rischiamo di trasformare la denuncia da strumento di protezione in un ulteriore momento di solitudine.

Il collettivo Io lotto ogni giorno chiede che questa vicenda non venga archiviata nel silenzio e che si faccia chiarezza non soltanto sulla morte, ma anche su ciò che è accaduto nei giorni precedenti e sulle misure messe in campo dopo quella denuncia.

Non per costruire una verità prima delle indagini, ma per porre una domanda che riguarda tutte e tutti noi: Quando una donna trova il coraggio di denunciare, siamo davvero capaci di proteggerla?

Collettivo Io lotto ogni giorno

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