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Donatello Poggi: 'Quello che Stojanovic non dice'
Redazione
17 anni fa

Il "politologo" Nedad Stojanovic, nelle sue accuse farneticanti contro la Lega dei Ticinesi, omette volutamente ciò che non gli fa comodo e questo non è particolarmente corretto; ma si sa, quelli che da sempre predicano la tolleranza alla fine si dimostrano i veri intolleranti pretendendo, sempre, di possedere la ragione assoluta (sic!). La dimostrazione più lampante l’abbiamo sentita dalla tribuna del Gran Consiglio in occasione del dibattito sulla non concessione della cittadinanza svizzera al signor AB, dove Stojanovic ha dedicato pochissimi minuti al tema in questione, partendo poi con uno sproloquio interminabile, acido e supponente, contro la Lega dei Ticinesi quasi fossimo già in campagna elettorale. A me risulta fra l’altro che il Parlamento abbia votato a grande maggioranza la non concessione di tale cittadinanza mentre a sostenere le tesi di Stojanovic e compagni, sono rimasti in pratica solo i socialisti (non tutti perché 4 si sono astenuti, diciamolo) ed i Verdi. Tutti leghisti ? Tutti invasati da profondi sentimenti di razzismo o xenofobia? Ma naturalmente la stragrande maggioranza del Parlamento non capisce nulla o è addirittura in malafede, mentre l’unico illuminato di turno e possessore della ragione assoluta è tale Stojanovic. Ma per favore, un po’ di modestia non guasterebbe di certo. Quello che però Stojanovic non dice, volutamente, è che nel suo intervento farneticante e da campagna elettorale ha citato passaggi dei verbali della Commissione Petizioni e Ricorsi, tirando in ballo a sproposito anche alcuni suoi colleghi commissari e questo non è consentito; cioè non si può fare! Ecco che allora rispunta il solito vizietto, tipico di una certa sinistra, che è quello di predicare bene e razzolare male pensando che la gente non se ne accorga, ma non è così. Stojanovic è salito alla tribuna condannando i metodi della Lega, ben sapendo come sarebbe finita la votazione, semplicemente perché non aveva in effetti altri argomenti validi in difesa del suo rapporto, ed ha poi preteso correttezza anche dagli altri partiti (?). Quella correttezza che lui non ha dimostrato di avere citando passaggi di verbali di commissione, anche a sproposito, tentando inutilmente di guadagnare qualche voto per il suo rapporto. Che miseria. Non penso ci sia altro da commentare in merito a questa vicenda e il cittadino attento ha da tempo capito (vedi risultati elettorali recenti e non) che le lezioni di correttezza da parte dei soliti “illuminati” di turno hanno in effetti il trucco. Quel trucco che non funziona più da tempo. Donatello Poggi, deputato in Gran Consiglio 

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