
Allora, partiamo dal fatto che per i dipendenti delle FFS “la festa del lavoratore” del Primo Maggio è riconosciuta solo parzialmente poiché mezza giornata è a carico dei lavoratori (non pagata), e questo da lungo tempo. Si può anche discutere sul fatto della giornata piena riconosciuta, ma dal momento in cui in molte ditte private questa è festa pagata punto e basta, non mi pare che i rappresentanti sindacali si siano sprecati molto in quest’occasione Questo non lo direte dal palco? Se poi aggiungiamo che, sempre per i dipendenti FFS, ogni mese da quasi due anni, vengono prelevati dei soldi praticamente a fondo perso per il risanamento della cassa pensione, che ha già una copertura di oltre il 90%, direi che i passi indietro (da gigante) da parte di SEV e Co continuano alla grande. Per informazione di chi legge su un salario netto di circa 5.000 franchi al mese viene prelevato “un contributo di risanamento CP FFS” di 118 franchi a fondo, ripeto, praticamente perso. Per rendere meglio l’idea sono 1.500 franchi all’anno in meno sullo stipendio. Uella che conquista! Questo non lo direte dal palco? La cosiddetta “festa del lavoratore” in Ticino, da anni, è soltanto una patetica messinscena, una vetrina per i soliti sindacalisti da operetta, con i piedi bene al caldo e con un tranquillo conto in banca. Conto in banca che gli operai, sempre più tartassati, non hanno più da tempo in attivo. Ora, non avendo più proposte credibili da fare e neppure il coraggio, dopo essersi venduti ripetutamente a chi di dovere, parlano di “populismo e xenofobia” non rendendosi conto, poveretti, che non li capisce nessuno. Perché i problemi veri dei lavoratori sono altri e molto più pratici, ma proprio a questi problemi i nostri pseudo sindacalisti nostrani non hanno né soluzioni né proposte e allora meglio parlare di xenofobia e “girare al largo”, per esempio, dalla problematica del frontalierato, che c’è e non è un’invenzione della Lega dei Ticinesi. Ma vivete in Ticino o nell’altipiano bernese? E una cosa sia ben chiara a tutti: lo storico sciopero delle Officine del 2008 ha avuto successo grazie in primis alla grande partecipazione e al sincero sostegno della gente comune e secondariamente al fatto che, sin dall’inizio, i vertici sindacali sono stati tenuti “ai margini” da un Comitato di Sciopero deciso a non fare “la solita fine”. C’ero, e quindi so esattamente come sono andate le cose, anche se a qualcuno questo fatto da ancora fastidio adesso. Meglio rinfrescare la memoria non si sa mai, “l’altra Casta” (il sindacato) potrebbe un domani rivendicare meriti che non ha. Se i sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici, non è certo colpa di chi non ha fatto altro che pagare le quote sindacali per decenni. Io comunque alla sceneggiata ticinese del Primo Maggio, che vedrà sicuramente in prima fila (per la TV) tutta gente che assolutamente non fa fatica ad arrivare alla fine del mese, non ci sarò. L’ultimo Primo Maggio l’ho fatto a Zurigo tre anni or sono. Perché non parlate più d’Europa come sinonimo di crescita (?) e di socialità? Fino a poco tempo fa lo facevate. Perché non parlate degli Accordi Bilaterali, nefasti per i lavoratori di questo Cantone, che VOI avete sostenuto? Potrei andare avanti con esempi per ore ma mi fermo qui; non posso però fare a meno di dirvi, cari sindacalisti da operetta: per favore andate a quel paese, io andrò a Pian Castro. Il grande cantautore italiano Pierangelo Bertoli così si esprimeva in una sua canzone di circa venti anni fa: “… Si macchiano dei crimini più bassi per conservare il posto da sedere, le chiese, il Parlamento, i sindacati, le banche e gli altri centri del potere …” Non c’è altro da aggiungere. Poggi Donatello, Lega dei Ticinesi, artigiano FFS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

