
Sull’esito della votazione di domenica scorsa più o meno tutti hanno detto la loro, anche a sproposito: sta di fatto che, o si ha il coraggio di dire che la maggioranza netta dei votanti che hanno detto sì sono degli interdetti, xenofobi, razzisti e paranoici o altrimenti si tace, si incassa, si rispetta la volontà sovra- na del popolo e si riflette. Sì, riflettere. Ed in primis deve farlo la nostra classe politica a Berna con in testa un Consiglio federale allo sbando come non mai, vero „artefice“ della netta vittoria dei si. Se i sette „nostri“ consiglieri federali non hanno ancora capito che questa votazione è un chiaro segnale verso il fallimento totale della politica d’integrazione a senso unico (quella degli altri) e di un concetto di tolleranza che penalizza i cittadini svizzeri da anni per la smania masochista di apparire belli agli occhi del mondo, allora è confermato che siamo in mano a degli incapaci. Tutti questi fallimenti hanno fatto perdere, finalmente, la pazienza alla maggioranza degli svizzeri che hanno detto: basta! E’ chiaro a tutti che in gioco non c’erano soltanto i minareti ed è altrettanto chiaro a tutti che il popolo svizzero non si merita un Consiglio Federale così ricattabile (vedi Merz con la vicenda Gheddafi) ed in un certo senso così „vigliacco“ e cioè pauroso; sempre sulla difensiva e sempre pronto a calare le braghe in ogni occasione, pur di non dispiacere ai burocrati di Bruxelles. Che tristezza! La maggioranza del popolo svizzero si è stancata di questi atteggiamenti nei quali non si riconosce più e ha detto: basta! Un Consiglio Federale che si rispetta avrebbe dovuto capire la lezione e starsene in silenzio a riflettere almeno per una settimana a fare mea culpa. Invece no, stiamo già correndo in tutta Europa quasi quasi a chiedere scusa (?). Ancora una volta, l’ennesima, stiamo calando le braghe senza alcun rispetto per la volontà popolare. Complimenti! Questo Consiglio federale non ci rappresenta più, sta facendo solo danni e ha prodotto una scollatura ormai insanabile nei confronti della poplazione che alla prossima occasione potrebbe anche esprimersi in un modo più „nervoso“. Questo Consiglio federale deve andare a casa subito in quanto sta rovinando l’immagine della Svizzera e di un popolo che è sempre stato l’esempio dell’accoglienza in tutto il mondo. Accoglienza significa però anche rispettare le abitudini e le tradizioni di chi ti ospita; questo i sette incapaci di Berna non l’hanno ancora capito e quindi la maggioranza della popolazione svizzera domenica scorsa ha mandato un chiaro segnale. Ma vi rendete conto che stiamo prendendo lezioni di democrazia da Gheddafi che ci ha definiti razzisti (bravo Merz!) e dalla Turchia che ha definito il voto di domenica un voto fascista? Grazie Merz, grazie nullità ministra degli Esteri, questi sono i risultati della vostra politica da ricattati che indigna profondamente chi in Svizzera ha ancora un po’ di orgoglio nazionale. No, domenica non è stato un voto di pancia, come vorrebbero far credere in molti, ma è stato un voto di testa! Il popolo svizzero (almeno la sua maggioranza) domenica scorsa ha finalmente alzato la testa. Alla prossima! Donatello Poggi, deputato in Gran Consiglio
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