
Fino a poco tempo fa, anche in Ticino, si sentivano ancora politici parlare della necessità di “mantenere il primato della politica sull’economia, specie in questi momenti di difficili”. Non si offenda nessuno ma mi viene da ridere; probabilmente erano ancora in campagna elettorale e alcune frasi magari fanno effetto… Ma quando mai la politica, anche in Svizzera, ha imposto delle regole alla finanza? Mai e poi mai! Interi mercati e Stati oggi si fanno comandare a bacchetta dalla finanza, mentre le leggi attuali favoriscono questo stato di cose. La vergogna nazionale l’abbiamo vissuta con il salvataggio di UBS, dove un Consiglio Federale schiavo dei poteri forti (istituti bancari) si è piegato ai loro voleri e ha trovato 6 miliardi di franchi dei cittadini in neppure tre giorni! C’era anche una certa ministra socialista, tale Micheline Calmy - Rey, che di socialista non ha mai avuto nulla e che si è meritata di recente anche una bella torta in faccia sempre, guarda caso, per questioni di banche, quella cantonale di Ginevra (BCG) quando lei era Consigliera di Stato. In Ticino ora si è deciso “improvvisamente” di mollare sulla questione ristorni dei frontalieri, a mio modesto avviso sbagliando (quanto durerà il governo “tecnico” Monti?) e lo si è fatto ancora una volta per venire innanzitutto incontro agli interessi degli istituti finanziari (banche). Il nocciolo della questione è questo, ed è inutile che ci ricamiamo sopra. Dobbiamo allora ribellarci allo strapotere dei grandi gruppi bancari che penalizzano l’economia reale costringendo i cittadini e i lavoratori a pagare per chi si arricchisce sulle loro spalle. Avete mai sentito parlare del comitato del Bilderberg? Come scrive giustamente Max Otte, professore di Business Ma- nagement all’Università di Graz, in uno dei suoi ultimi libri: “La maggior parte degli economisti è diventata complice di un sistema distruttivo. Come una casta di preti del capitalismo, essi legittimano le manovre più pericolose e recitano il mantra del mercato infallibile, facendo così gli interessi dell’oligarchia finanziaria.” Questo succede purtroppo regolarmente anche in Svizzera e in Ticino, il che mi fa dire che non viviamo più, da tempo, in uno Stato democratico e questo semplicemente perché i politici che ci governano sono “al servizio” dei poteri forti e non di chi li ha eletti, e cioè il popolo sovrano (si fa per dire). E allora andiamo a votare per cosa? Bella domanda! Donatello Poggi
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