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Donatello Poggi: Integrazione, un tema sul quale non si può discutere?
Redazione
16 anni fa

Grande tema d’attualità non solo in Svizzera ma anche in Europa – vedi il dibattito scatenato in Germania dal nuovo libro di Thilo Sarrazin, ex senatore delle finanze socialdemocratico del Land di Berlino, dal titolo significativo : „La Germania si distrugge da sé“ – è quello dell’integrazione sul concetto della quale molti politici, anche qui in Ticino, costruiscono castelli di carta, spendendo fiumi di parole che poi alla fine non trovano riscontro nelle realtà quotidiane. A mio avviso l’integrazione di un/a cittadino/a straniero/a che viene da noi non passa necessariamente dal fatto che siamo noi che dobbiamo in ogni modo favorire questa integrazione con ogni mezzo possibile e immaginabile. Ci deve essere anche una forte volontà d’integrazione da parte di chi viene da noi che non sempre c’è, e sfido chiunque a provarmi il contrario. Volontà d’integrazione che passa attraverso lo studio, il lavoro, il partecipare alla vita comunitaria e sociale del Comune dove uno vive (far parte di società, ecc.), il rispetto delle regole e via dicendo. Ed è indubbio ed è accertato che l’immigrazione che ha avuto la Svizzera dal dopoguerra fino agli anni 90 ha creato molti problemi in meno di quella che è venuta dopo; ci sono dati e statistiche che parlano chiaro in questo senso. Non serve a nulla cercare di catalogare come razzisti coloro che, giustamente, denunciano tutta una serie di abusi da parte di chi, ovviamente non tutti, è venuto nel nostro Paese non con le più nobili intenzioni. Ma scusate, il socialdemocratico Thilo Sarrazin, fra l’altro uno dei massimi dirigenti della Bundesbank per molti anni, è diventato pazzo tutto d’un tratto? Pare proprio di no se ora i grandi partiti tedeschi, SPD compreso, ritengono necessario discutere del problema integrazione e affrontarlo. E questo bisognerebbe farlo finalmente anche in Svizzera e in Ticino, prima che la gente diventi razzista sul serio a furia di sentirsi dire: non è vero che ... non è vero che ... non è vero che. Non serve a nulla e non ha senso dire che l’integrazione è l’unico passaggio obbligato per evitare problemi maggiori (?) quando da parte di molti questa volontà d’integrazione non c’è! E’ la tipica frase vuota di chi, specie a sinistra, non vuole affrontare il problema, magari anche per calcoli politici. Ed è chiaro a tutti, o almeno dovrebbe esserlo, che quando di parla ad esempio del fenomeno dell’aumento della criminalità straniera in questi ultimi anni (anche qui i dati sono soltanto da leggere) non si parla dei molti lavoratori stranieri che onestamente si guadagnano da vivere nel nostro Paese. Ma andiamo! Però c’è sempre qualcuno (i soliti) che, non volendo affrontare il problema altrimenti si dà ragione a chi lo solleva, tenta di confondere le idee alla gente, generalizzando in modo disonesto il discorso di chi invece non vuol generalizzare. A proposito queste persone sanno che la Svizzera, con lo 0.6% di media negli ultimi anni, ha la percentuale di naturalizzazioni più alta di Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania che oscillano fra lo 0.1 e lo 0.4% ? Tanto per essere pratici e sapere di cosa si discute. Ma forse a queste persone, specie di questi tempi e in prossimità di elezioni, fa comodo non fare chiarezza non facendo, paradossalmente, gli interessi di chi invece dicono di fare. Avanti di questo passo e per questa gente, fra non molto, sarà addirittura provocatorio indossare un indumento rossocrociato in quanto potrebbe urtare la sensibilità, e di conseguenza bloccare l’integrazione, di chi non é cittadino svizzero (SIC!). Scusate, siamo in Svizzera? E allora … adeguarsi prego. Donatello Poggi deputato Lega dei Ticinesi

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