
Domani, 4 agosto, si svolgerà il processo a carico di Ioan Rohnean, cittadino rumeno che nella notte fra il 13 e 14 giugno 2010 accoltellò la 31enne convivente nella mensa del cantiere Alp Transit di Sigirino, tentando poi di fuggire in Italia (ma che strano) dove venne arrestato. Il 49enne rumeno, che comparirà domani davanti alla Corte delle Assise Criminali di Lugano, presieduta dal Giudice Claudio Zali, deve anche rispondere oltre che di tentato assassinio anche di furto e infrazione alla Legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri. Però! Il 49enne rumeno in questione aggredì la convivente alle spalle con due coltellate: una al collo, ferita profonda, e un’altra all’addome che, fortunatamente fu deviata da una costola. Gli intenti di questo “quasi assassino” mi pare dovrebbero essere chiari a tutti perché più palese di così “si muore”. Ma non è tutto, sembra infatti che questo criminale, un’ora dopo il fatto di sangue, telefonò ai vecchi genitori in Romania dicendo loro: “Ho appena accoltellato vostra figlia, ma non è morta. Ora vado all’ospedale e finisco il lavoro.” Ma che brava persona! Ora vedremo il processo come andrà a finire, ma se alla fine di tutto il dibattimento per questo criminale non verrà decretata l’espulsione dalla Svizzera, allora qualcuno non ha ben percepito cosa abbia votato il nostro Cantone non molto tempo fa proprio su questo tema. Ma forse nella Svizzera di oggi, purtroppo, sono più tutelate queste persone a fronte di coloro che subiscono i dammi ed i drammi. Ho “offeso” qualcuno? Non m’interessa proprio. Donatello Poggi
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